16/11/2008

Ricetta: Crostata di Zucca di Greedy Videoricetta

 

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Guida ai vini della provincia di Salerno

Seconda tappa della nuova edizione della Guida ai Vini della Campania. Dopo l’Irpinia è di scena una delle province più grandi d’Italia: Salerno.MINILOGO.jpg

Da Positano a Sapri 200 chilometri di costa, la natura protetta del Parco nazionale del Cilento, il più esteso dopo il Pollino, il parco Regionale dei Picentini, i templi di Paestum, la certosa di Padula. Uno scrigno di bellezza vicino al quale sono nate le aziende che hanno fatto la rivoluzione campana: il Montevetrano, De Conciliis, Maffini.

La guida è una ricostruzione storica della viticoltura dalle origini ai giorni nostri con l’anagrafica delle cantine. Ogni azienda è presentata attraverso i dati essenziali, le vicende dei titolari, le schede dei prodotti sino alla sintesi delle 5 stelle e dei 13 vini del cuore attraverso i quali è possile narrare la straordinaria avventura degli ultimi vent’anni.

La fotografia della nuova realtà ricca di grandi maestri e di giovani enologi, imprenditori e contadini, giornalisti e comunicatori in uno scambio ideale di testimone fra chi ha resistito e chi è chiamato a interpretare il futuro. I protagonisti storici sono affiancati da nuove realtà, tra cui emerge soprattutto il Cilento grazie alla passione di molti viticoltori.

Un manuale indispensabile per gli appassionati, i sommelier, i ristoratori e gli operatori del settore che adesso hanno, al tempo stesso, l’atlante più completo mai pubblicato e una lettura immediata delle eccellenze per ciascuna tipologia: Costa d’Amalfi, Castel San Lorenzo, Cilento, Colli di Slerno igt.

In appendice: i disciplinari, la produzione, i wine bar e i ristoranti.

La guida è sponsor free: non ha contributi pubblici e nessuna forma di pubblicità diretta o indiretta.

Nelle edicole in provincia di Salerno e in tutte le librerie della Campania e nelle Feltrinelli. Può essere richiesta rivolgendosi direttamente all’editore scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it oppure telefonando ai numeri 347.0503455 e 081.5177000

I vini del cuore

Ecco i 13 bicchieri con i quali ho potuto raccontatare dal 1995 la viticoltura salernitana. Parlano al cuore per la storia, i personaggi, i luoghi, le situazioni in cui sono stati bevuti. Sono i miei preferiti, non i migliori. Mi regalano emozione, non tecnica. Sono la punta dell’iceberg dei 5 stelle.

APICELLA
A’ Scippata Tramonti rosso Costa d’Amalfi doc*****

BOTTI
Cilento bianco doc*****

ETTORE SAMMARCO
Vigna Grotta Piana Ravello bianco Costa d’Amalfi doc*****

LONGO
Lambiccato vdt*****

LUNAROSSA
Combination Colli di Salerno*****

MAFFINI
Kratos Paestum Fiano igt*****

MARISA CUOMO
Furore bianco Costa d’Amalfi doc*****

MILA VUOLO
Aglianico di Mila Colli di Salerno igt*****

MONTEVETRANO
Montevetrano Colli di Salerno igt*****

REALE
Getis Colli di Salerno igt*****

ROTOLO
Respiro Cilento Aglianico doc*****

SAN GIOVANNI
Tresinus Paestum igt*****

VITICOLTORI DE CONCILIIS
Naima Paestum igt*****

Comunicato stampa Lancio a cura de "La Fabbrica dei Sapori..."

 

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Una visita alla Maison di Cognac Hine

Nella parte sud-occidentale della Francia, non lontano da Bordeaux, si trova la regione del Cognac, geograficamente protetta su ogni suo lato e collocata fra le colline del Périgord e la dolce costa dell’Atlantico.MINILOGO.jpg

Un clima benigno, una luce estiva molto brillante e un terreno ricco di calcare: tutto l’ambiente fornisce alle viti le condizioni ideali per crescere, e per far maturare lentamente quei loro grappoli bianchi che dopo la vendemmia si trasformeranno nel distillato più celebre di Francia.

A pochi chilometri da Cognac, adagiata lungo le placide rive del fiume Charente, si trova la cittadina di Jarnac; qui abbiamo fatto visita alla Thomas Hine & Co., una delle Maison più antiche e più famose per la produzione del dorato distillato transalpino, e ne abbiamo scoperto la storia, le unicità, i segreti.

LA  STORIA 
Nel 1791 il giovane Thomas Hine lasciò la sua contea nativa di Dorset, in Inghilterra, per cercar fortuna in Francia. Scelse la regione del Cognac, probabilmente perché la sua famiglia, vivendo sulla costa meridionale, si era data alla pratica - allora molto comune - del contrabbando di Cognac. In quel momento la Rivoluzione Francese stava infuriando, e Thomas venne gettato in carcere nell’antico Castello di Jarnac, con l’accusa di essere una spia. Ritornato libero, Thomas Hine sposò una giovane, Françoise Elisabeth, il cui padre possedeva un’azienda di Cognac a Jarnac. Con il matrimonio, Thomas Hine si unì così anche a un settore che sarebbe diventato la sua carriera e la sua ossessione. Divenne un rinomato conoscitore, rispettato per la sua integrità, e celebre per le richieste che era solito porre ai suoi fornitori.

Col passar del tempo portò la sua maestria nel produrre Cognac a livelli fino ad allora sconosciuti. Continuò a sviluppare gli affari (pur restando un piccolo produttore), e nel 1817 diede all’azienda il suo nome definitivo: Thomas Hine & Co. Alla sua morte, nel 1822, il suo lascito fu qualcosa di più di un’azienda prospera. Egli lasciò infatti un nome già conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, grazie alla qualità dei suoi Cognac.

Oggi, come ai tempi di Thomas, l’azienda Hine si distende coi suoi edifici lungo la riva del fiume Charente. Tutto è riunito assieme: le sede di rappresentanza, gli uffici, le cantine, dove sei generazioni di Hine hanno lavorato tenacemente per produrre i migliori Cognac. Qui c’è la sala di degustazione, con campioni e appunti di assaggio vecchi di secoli. Qui c’è anche l’ufficio del maestro distillatore, proprio sopra le antiche cantine, nelle più profonde delle quali riposano sotto chiave i celebri Cognac millesimati. Le regole che disciplinano ogni goccia di Cognac da spedirsi nel mondo sono ancora quelle dettate personalmente da Thomas Hine.

Il ferreo controllo di qualità della Hine viene regolarmente premiato nei grandi concorsi internazionali: l’azienda ha ottenuto più di 30 medaglie e riconoscimenti solo negli ultimi cinque anni. Inoltre, dal 1962, Hine è l’unico Cognac che può vantare il Royal Warrant, cioè il sigillo di Fornitore della Regina Elisabetta II d’Inghilterra.


L’UNICITÀ DI HINE
Hine si stacca dagli altri Cognac per molte ragioni. Messe assieme, queste ragioni fanno di Hine una delle Case più prestigiose nel mondo.

Innanzitutto c’è l’indiscussa esperienza di Hine nella produzione di Cognac millesimati da uve della Grande Champagne, il cru più esclusivo della regione. Hine detiene una collezione imponente di millesimati, a partire dall’inizio del secolo scorso, tenuti sotto chiave nelle cantine di Quai de l’Orangerie, a Jarnac, sotto la supervisione del B.N.I.C. (Bureau National Interprofessionnel du Cognac). È stata proprio la Hine a rendere per prima commercialmente disponibili questi Cognac rarissimi (ovviamente in quantità limitate) per gli estimatori di tutto il mondo.

Un’altra caratteristica distintiva della Hine è l’affinamento di Cognac cosiddetti Early Landed. Quest’uso risale al XIX secolo, quando proprio la Hine spedì per prima a Bristol, in fusti, alcuni Cognac millesimati da uve della Grande Champagne, per far sì che tali Cognac maturassero nelle condizioni climatiche, molto diverse, delle cantine della città inglese.

La Hine inoltre appartiene alla ristretta cerchia di Case che selezionano i loro Cognac esclusivamente dai due cru migliori della regione del Cognac. Questi cru, la Grande Champagne e la Petite Champagne, si trovano proprio nel cuore della regione del Cognac, e producono distillati particolarmente adatti per un lungo invecchiamento. La Hine produce soltanto Cognac dalla tipologia VSOP in su, escludendo quindi tutti i distillati più giovani.

I Cognac Hine sono invecchiati per un periodo superiore al minimo di legge, e seguono soltanto gli standard di invecchiamento Hine, molto più rigorosi.

HINE: UNA MARCA PER I GRANDI ESTIMATORI DI COGNAC DI TUTTO IL MONDO
Bernard Hine, Presidente Onorario della Thomas Hine & Co. e discendente diretto del fondatore Thomas Hine, ci ha dichiarato al termine della visita: “La marca Hine si posiziona nel mondo del lusso, dei prodotti rari, apprezzati da coloro che conoscono le cose belle. I Cognac Hine non sono prodotti per tutti i giorni, ma solo per momenti particolari, quando si vuole gratificare se stessi: attimi da cogliere, e da assaporare, di tanto in tanto. Chi apprezza la cose belle può farlo a qualsiasi età, e molti dei nostri clienti hanno una trentina d’anni, o anche meno. Hine esiste per chi vuole la perfezione: e noi produciamo una piccola quantità di Cognac, ma assolutamente la migliore. Ci concentriamo sull’essenziale per ottenere soltanto ciò che è eccezionale”.

(Info: Distributore esclusivo di Hine per l’Italia: Fratelli Rinaldi Importatori S.p.A., Viale Masini 34, 40126 Bologna, tel.                051 4217811        , fax 051 242328, e-mail info@rinaldi.biz, www.rinaldi.biz).
                                                                                                                                      Piero Valdiserra

 

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Salgono i consumi di Prosecco Doc nel mondo

Se le proiezioni recentemente rese pubbliche dicono il vero, nel 2020 sarà il Prosecco lo spumante più bevuto al mondo.MINILOGO.jpg

Ma intanto è già tutto da godere questo 2007 che vede immesse sul mercato 50 milioni di bottiglie Valdobbiadene Prosecco Doc, molte delle quali, secondo consuetudine, verranno stappate durante le festività ormai alle porte.

"In effetti il consumo di Prosecco DOC, come anche degli altri spumanti, è ormai attestato lungo il corso di tutto l’anno - precisa Gianluca Bisol, Direttore Generale della storica azienda di S. Stefano di Valdobbiadene - Ma è normale che a Natale e a Capodanno si abbia il picco della fruizione di questi prodotti".

E a proposito di picchi, per il Prosecco sembra davvero essere un momento da record. Mentre giunge la notizia che per la prima volta un’etichetta di Prosecco DOC entra nella top 100 della prestigiosa rivista "Wine Spectator", altri importanti riconoscimenti vanno ad arricchire la bacheca di questo ottimo prodotto veneto.

A Londra un miliardario si è aggiudicato per 11.000 dollari un lotto che vedeva protagonista una Jéroboam di Crede Bisol . E un’edizione limitata di Crede Valdobbiadene Prosecco Doc brut 2006, una selezione di soli 4.500 esemplari, autentici pezzi da collezione per appassionati, accompagnerà i festeggiamenti della Coppa del Mondo 2007 in Alta Badia il 16 e il 17 dicembre 2007.

A dimostrazione che ormai il nostro è un prodotto che fa tendenza e che incontra i gusti anche di una fascia di consumatori molto alta - prosegue Bisol - Ma a noi piace sottolinearne sempre lo spirito positivo e socializzante che lo fa apprezzare particolarmente al grande pubblico. Come avverrà presso il Cruise Terminal Rotterdam, famoso e suggestivo locale della metropoli dove, nella notte di San Silvestro, circa 15.000 persone brinderanno all’arrivo del nuovo anno con 2.500 bottiglie del nostro Jeio Colmei.

Un segnale importante se si pensa fino all’anno passato si brindava nella stessa piazza con Champagne. Una conferma dunque, di come il Prosecco Doc stia entrando sempre più nell’immaginario collettivo della festa in ogni Paese.

Info: www.cruiseterminalrotterdam.nl

MG Logos di DACAR 2005 srl

 

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Il vino rosso, efficace antiaging

Per non dover ricorrere, da pensionati,
a "ritocchi" estetici è importante
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che dal mondo della medicina estetica
non vengano solo
soluzioni cosmetiche al "botulino"
ma anche riconoscimenti
per gli effetti di prodotti
come il vino.
Coldiretti

Il professor Alberto Bertelli, al Congresso Mondiale di Medicina estetica, svoltosi recentemente a Roma, ha presentato un’analisi dalla quale emerge che un bicchiere di vino rosso al giorno contiene sufficiente resveratrolo in grado di produrre un accertato effetto anti-aging.

In base alle indicazioni scientifiche dello studioso un bicchiere di vino rosso allunga la vita grazie al resveratrolo che rallenta la respirazione mitocondriale, come avviene negli animali in letargo, evitando la formazione dei radicali liberi dell’ossigeno che sono alla base di tutti i processi dell’invecchiamento.

Le proprietà benefiche del vino sulla salute sono confermate da altri dati epidemiologici che dimostrano come, nei paesi sviluppati dell’Occidente, l’incidenza della mortalità da infarto miocardico è 4-5 volte superiore in paesi come USA e Finlandia rispetto a Francia e Italia, dove il consumo di vino è maggiore di circa 10-20 volte.

Effetti benefici dell’uso del vino sono stati dimostrati nella prevenzione dei danni dell’apparato cardiovascolare, nelle neoplasie, nella cosmetologia, nella nutrizione, nella prevenzione dei danni dell’invecchiamento, nella riduzione dell’assorbimento del colesterolo e in molti altri settori della medicina.

Nuovi effetti antistress stanno per essere scoperti grazie alla sorprendente rilevazione, in estratti di bacca di Vitis vinifera, della presenza della melatonina, un neurormone che svolge un ruolo importantissimo nella regolazione dei ritmi circadiani (sonno-veglia) che influenzano l’umore.

 

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Vino Novello: Fedagri stima al ribasso (- 12%), la produzione 2008

Saranno complessivamente 13,5 milioni di bottiglie, secondo le stime del settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative, le bottiglie di vino novello della campagna 2008. Una cifra inferiore ai 14,9 milioni del 2007 e ai 18 del 2002, anno in cui la produzione di vino novello ha fatto registrare il valore più alto in assoluto dal 1987.MINILOGO.jpg

Il fatturato stimato del 2008 sarà di 68 milioni di euro, ma il calo degli ordinativi testimonia che anche il comparto vitivinicolo nazionale risente della crisi economica e finanziaria che da tempo persiste nei mercati mondiali e che si sta già ripercuotendo sui listini dei vini e quindi sui prezzi delle uve all’origine.

In base ai primi dati provenienti dalle cooperative associate Fedagri, che rappresentano il 35% della produzione di novello, il calo della produzione si attesterebbe intorno ad un -12%. Il Veneto con 5 milioni di bottiglie si conferma al primo posto tra le regioni produttrici, seguite da Toscana, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.

“Si tratta” -  spiega il presidente del settore vitivinicolo di Fedagri Adriano Orsi – “di una congiuntura negativa che probabilmente non finirà nel breve periodo ed avrà ripercussioni maggiori nelle aziende sovradimensionate (che non hanno economie di scala sufficienti per ottimizzare i costi di produzione) e in quelle che risultano fortemente dipendenti da mercati come l’Italia, la Germania e gli Stati Uniti, che nel tempo non hanno differenziato i propri canali di vendita. Il settore vitivinicolo ha bisogno di nuovi impulsi verso l’aggregazione dell’offerta ma anche di innovative strategie di promozione e comunicazione per sostenere il consumo interno e per trovare quote di mercato in Europa e nei Paesi Terzi”.

Il primo produttore di vino novello in Italia è il Consorzio CAVIT di Trento con 862.000 bottiglie, seguito dalle Cantine dei Colli Berici (Veneto) con 450.000 bottiglie. Rientrano nella “Top 20” dei 300 produttori di vino novello in Italia anche la Cantina di Soave (200.000 bottiglie), il Consorzio CAVIRO (140.000 bottiglie) e le Cantine Banear del Friuli Venezia Giulia (130.000 bottiglie).

Comunicato stampa

UFFICIO STAMPA FEDAGRI – CONFCOOPERATIVE
Alina Fiordellisi
Via Torino 146
00184 - ROMA
tel. diretto                + 39 06 46978208        
Cell.                + 39 333 1281303        
fax + 39 06 4881469
fiordellisi.a@confcooperative.it
http://www.fedagri.confcooperative.it

 

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La più sana e la più igienica delle bevande

Il vino deve essere sempre più
il simbolo che propizia la pace fra gli uomini
e aggiunge un sorriso all’amicizia e all’amore.
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Edmondo De Amicis

Riflettere sui giudizi positivi espressi a favore del moderato e costante consumo di vino dalla Scienza medica fa scaturire certamente un maggiore interesse per il vino, sia nei bevitori che negli astemi, poiché l’argomento è stato studiato sotto il profilo della salute fisica e psichica.

Tralasciando ogni trattazione tecnica e scientifica inerente l’Enologia, disciplina molto vasta e complessa poiché fondata su conoscenze scientifiche della chimica, microbiologia, fisica, meccanica, ecc., mi limito ad alcune particolari considerazioni e a riportare in forma sintetica alcuni giudizi di autorevoli Studiosi che attestano l’utilità del consumo del vino durante i pasti come efficace complemento della razionale alimentazione.

A parte gli apprezzamenti di antichi personaggi quali Ovidio, Plinio, Columella, la prima autorevole definizione moderna di vino si deve allo scienziato francese Louis Pasteur, che circa 175 anni or sono lo dichiarò "la più sana e la più igienica delle bevande".

Questa bevanda naturale e inimitabile, di millenaria e nobile tradizione, ha affascinato anche poeti, scrittori e artisti vari. Ricordiamo, ad esempio, Edmondo De Amicis: "il vino deve essere sempre più il simbolo che propizia la pace fra gli uomini e aggiunge un sorriso all’amicizia e all’amore".

Ed è anche ben noto il suo significato religioso.

È necessario innanzitutto una netta distinzione tra uso e abuso di vino e tra vino e superalcolici.

L’ alcolismo è un fenomeno patologico che va prevenuto e combattuto, mentre l’ingestione dell’alcool in giuste dosi agisce come complemento dietologico nell’angina pectoris e nelle affezioni coronariche in genere (atti del XIX Simposio Internazionale di Fisiopatologia dell’Alimentazione).

L’azione tonificante dell’alcool migliora il lavoro muscolare aumentandone il rendimento.

Molti igienisti, biologi e medici considerano il vino un efficace complemento della dieta: il vino sano e genuino è un alimento, agisce da catalizzatore dell’assorbimento dei cibi ed è un corroborante.

La complessa e armonica composizione che la Natura ha riservato al succo d’uva fermentato fa sì che l’alcool è legato ad altri costituenti benèfici, per cui esso nell’organismo ha un effetto assolutamente diverso dall’alcool contenuto nelle altre bevande di tipo industriale più o meno artificiali.

L’alcool in giusta dose rappresenta un antidoto ai processi di decalcificazione senile e favorisce l’eliminazione delle scorie tossiche dai tessuti, facilita la circolazione sanguigna e contribuisce a combattere la malinconia dell’età avanzata.

Ciò sarebbe dimostrato dal fatto che nella dieta dei centenari vi è la presenza costante di bevande alcoliche genuine come il vino: di qui il detto popolare "il vino è il latte dei vecchi".

Esso ha pure grande importanza nel trattamento dell’obesità, poiché attiva per via naturale e fisiologica i processi metabolici.

Dal punto di vista biologico il vino può essere considerato un alimento dinamogeno, sulla conoscenza che l’alcool, venendo rapidamente metabolizzato, si trasforma in gran parte in calore (apporto di circa 700 calorie/litro).

Le malattie ischemiche e aterosclerotiche del miocardio risulterebbero ridotte dal 30 al 70% in soggetti che bevono modeste quantità di vino rispetto ai non bevitori.

La mortalità relativa è inferiore nei saggi bevitori rispetto agli astemi e rispetto a quelli che ne abusano.

La dose capace di esplicare questa azione protettiva si aggirerebbe sui 500-600 cc di vino al giorno di 10-12 gradi nei due pasti principali.

Non tutte le bevande alcoliche hanno lo stesso grado di protezione: considerato uguale a 1 il rischio di infarto per i non bevitori, nei bevitori moderati di vino esso scende a 0,4 , mentre per chi consuma birra il rischio rimane a 0,8 e per i consumatori di super alcolici a 0,9.

Sembra che il vino, specialmente rosso, eserciti la sua azione protettiva influendo essenzialmente sui lipidi plasmatici e impedendo la formazione di placche aterosclerotiche e l’adesione delle piastrine del sangue alle placche (Paoletti).

La conferma della quantificazione della "giusta dose" si riscontra nella "Fisiologia Medica" di Guyton.

Qui è dimostrato che l’apporto di un grammo di alcool per kg di peso corporeo introdotto nella dieta quotidiana è utile all’economia di tutto l’organismo, rendendo anche più gradevole l’appetibilità delle vivande che vengono meglio digerite per l’attivazione delle secrezioni gastriche, ripristinando il tono vitale e migliorando lo stato psichico dell’individuo.

Se ne deduce che un uomo adulto normale del peso di 70 kg può tranquillamente consumare 500-600 cc di vino al giorno; per le donne se ne consiglia la metà.

Il vino costituisce, inoltre, un blando psicofarmaco fisiologico, come dimostra il fatto che le popolazioni consumatrici di vino consumano meno tranquillanti.

E poi? è immaginabile la tanto decantata dieta mediterranea senza un bicchiere di buon vino?

Nicola Buongiorno enologo e agronomo
accademico ordinario dell’Accademia italiana della vite e del vino

 

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Il vino? Fa bene, se è poco

Bisogna essere parchi, MINILOGO.jpg
e saper degustare.

In eccesso fa male. Danneggia il fegato e l’intero organismo. Ma a dosi giuste, il bicchiere di vino "buono" può anche aiutare nella prevenzione.

Soprattutto se si tratta di vino rosso. Il merito è dei polifenoli, che avrebbero un’azione antiossidante che contrasta il danno e la morte cellulare.

L’ossidazione, che si rivela con l’accumulo e l’azione nociva dei prodotti finali del metabolismo cellulare, chimicamente ossidati, detti anche radicali liberi, viene infatti contrastata dai cosiddetti antiossidanti, sostanze prodotte dall’organismo stesso, ma anche introdotte continuamente in maggiore o minore quantità con gli alimenti, pressoché esclusivamente di origine vegetale.

Tra i più potenti antiossidanti ci sono proprio i polifenoli e tra questi spicca il resveratrolo.

Questa sostanza consente al vino di possedere la capacità, se assunto con regolarità e moderazione, di prevenire alcune forme di tumore, specie quelli della sfera sessuale, ma anche di ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari dopo un infarto del miocardio e perfino di migliorare il cosiddetto stato ossidativo.

Questa alta capacità antiossidante del vino conferisce un’importante capacità di protezione ai fluidi biologici che ne vengano arricchiti.

Per questo il consumo di basse dosi di alcol nel corso della vita collima con una modesta ma significativa riduzione di rischio di morte per ogni causa e in particolare per quelle tumorali e cardio-vascolari.

Anche perché il vino potrebbe avere un effetto positivo sulla coagulazione del sangue.

Ma bisogna essere parchi, e saper degustare. Perché appena si sale con il consumo, la curva di probabilità di morte, invece, s’impenna. E salgono i problemi. Quindi impariamo a bere, oppure riprendiamo il gusto dei nostri vecchi: per il palato e per la salute. 

Fonte: Il Secolo XIX, 

 

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Ancora premi ai distillati Rinaldi!

Port Charlotte, lo straordinario, torbatissimo Malto di Islay portato alla ribalta dal grande Master Distiller Jim McEwan, ha recentemente ottenuto due importantissimi riconoscimenti internazionali. È stato infatti proclamato:MINILOGO.jpg

• Miglior  whisky novità, e
• Miglior  whisky al di sotto dei 12 anni

nell’edizione 2009 della “Whisky Bible”, la guida ai whisky del mondo curata dal celebre guru Jim Murray .

La “Whisky Bible”, con le sue 50.000 copie distribuite ogni anno, è la guida più venduta e più autorevole a livello mondiale nel settore del whisky: i suoi premi sono quindi il riconoscimento migliore all’altissima qualità di Port Charlotte.

L’Islay Single Malt Scotch Whisky Port Charlotte prende nome dal piccolo villaggio omonimo, situato sull’isola scozzese di Islay e dedito nei tempi andati alla distillazione di whisky dalla produzione limitata e dal carattere molto particolare.

Imbottigliato a gradazione piena e ad altissimo contenuto di torba, Port Charlotte è destinato agli appassionati e ai collezionisti di tutto il mondo; esso segna sia una rinascita delle antiche tradizioni isolane sia, in un certo senso, una nuova creazione, coniugando armoniosamente le tradizioni più antiche di Islay con un’immagine di dirompente, affascinante modernità.

Port Charlotte è distribuito in esclusiva per l’Italia dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna (tel.                051 4217811        , fax 051 242328, e-mail   info@rinaldi.biz).

Novembre 2008

 

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ICONA%20ANTIPASTI25x.jpgicona%20spaghetti25x.jpgICONA%20SECONDI25x.jpgICONA%20SECONDI25x.jpgICONA%20VEGETARIANA25x.jpgICONA%20DESSERT25x.jpgICONA%20DOLCI25x.jpgICONA%20TORTE25x.jpg

 

 

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I benefici del vino

Il vino è un grande piacere,
per i sensi e per l’anima
.
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La capacità del nettare di Bacco di prevenire alcune diffuse e pericolose malattie è nota e scientificamente provata: un moderato consumo di vino può ridurre, grazie all’interazione tra i vari componenti (almeno 400 presenti anche se in minima quantità), il rischio di malattie cardiovascolari, oltre a svolgere un effetto positivo sulla prevenzione dell’arteriosclerosi e delle patologie coronariche.

Oggi, l’attenzione è rivolta in particolare ad alcuni antiossidanti, come antociani, fenoli, flavonoidi, polifenoli; tra questi ultimi svolgerebbero un’azione particolarmente positiva sostanze come catechine, gallati, resveratrolo, quercetina.

Il vino, soprattutto quello rosso, attraverso questi composti è in grado di esercitare azioni favorevoli non solo alla riduzione di rischi cardiovascolari, ma anche al miglioramento del quadro lipidico, del bilancio emostatico, della pressione arteriosa, della sensibilità insulinica, del livello di colesterolo Hdl.

È ovvio che il vino non sia da considerare un medicinale, ma sarebbe altrettanto pericoloso indurre chi beve correttamente a rinunciare del tutto: il vino deve essere considerato un importante complemento di un’alimentazione sana e di un salutare stile di vita.

L’annuale pubblicazione dell’ Unione italiana vini, l’organismo che riunisce le più importanti aziende vitivinicole del nostro Paese (oltre 500), partner attivo dell’ Osservatorio permanente Giovani e Alcol evidenzia che Enotria 2006 è stato un concentrato dei risultati delle ricerche svolte a livello mondiale sull’argomento vino e salute.

Questo per far fronte a due differenti esigenze: informare correttamente i giovani, che oggi più che mai hanno scoperto la piacevolezza del vino, e fornire un aiuto concreto nella lotta all’aviaria.

Le ricerche hanno saputo produrre risultati diversi e molto interessanti. Per l’occasione l’Unione italiana vini ha affidato il coordinamento dei lavori ad Alberto Bertelli, farmacologo e ricercatore del Dipartimento dell’Università degli Studi di Milano, nonché presidente della Commissione Vino, nutrizione e salute dell’Office international de la vigne et du vin.

Stando allo studio i benefici da sempre attribuiti al vino non riguardano solo quello rosso, ma anche quello bianco dove coesistono sia l’acido shikimico che la quercitina, due sostanze utili nella lotta all’aviaria.

"Fino a questo momento, contro l’influenza aviaria è stato somministrato solo il Tamiflu, per via della concentrazione in questo preparato dell’anice stellato - spiega Alberto Bertelli - ma in assenza della quercitina, l’acido shikimico (principio attivo dell’anice stellato) non ha alcun effetto. Per assurdo, sarebbe più indicato somministrare un semplice bicchiere di vino bianco".

A questo vanno aggiunte la recente scoperta da parte dell’Oiv sempre nel vino di una molecola antiossidante, l’idrossitirosolo), comune nell’olio e dotata di proprietà antinvecchiamento, e la presenza di resveratrolo, un composto che, combinato ad altre sostanze presenti nel succo d’uva, contribuisce a rallentare l’invecchiamento cerebrale.

"Tutto questo - afferma Andrea Sartori, presidente dell’Unione italiana vini - ci permette di parlare di consumo di vino con i giovani in maniera più approfondita ed utile, ma soprattutto di arginare le molte campagne proibizionistiche che a livello mondiale si stanno facendo contro le bevande alcoliche.

Ed è indubbiamente forte la sensibilità da parte dei produttori sul binomio vino e salute: un concetto, forse un po’ farmaceutico, ma che noi tutti cavalchiamo perché, oggi più di prima, il vino, che vanta una qualità garantita, fa bene al corpo e alla mente".

Fonte Finanza e Mercati,

 

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