27/08/2008

L’arancia, uno scrigno di salute

arancia%20uno%20scrigno.jpgSono un frutto assai gustoso,
fatto a spicchi e assai succoso.
Sono tonda ed ho la pancia.
Indovina son l’arancia.


L’arancio (Citrus Sinensis), albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee, originario di Cina, Indocina ed altri paesi del Sud Est asiatico, in cui è coltivato da molti secoli, si diffuse nel bacino del Mediterraneo in tempi remoti e fu poi introdotto in America da Cristoforo Colombo, alla fine del XV secolo.

Oltre che nel bacino del Mediterraneo, è coltivato nelle tre Americhe (Nord, Centro e Sud), in Sudafrica ed in Australia: i maggiori produttori di arance sono il Brasile e gli Stati Uniti.

La principale regione italiana produttrice è la Sicilia, seguita da Calabria, Basilicata, Sardegna e Campania.

Durante l’intero mese di febbraio, nella zona di Catania, Siracusa ed Enna, si celebra Le città dell’arancia, un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’agrume, dalla coltivazione sino ai laboratori di produzione di succhi e marmellate.

In Puglia, a Vico di Gargano, il 14 febbraio, San Valentino, santo degli innamorati e protettore degli agrumeti, si celebra la Sagra dell’arancia.

L’etimologia del termine arancia è di derivazione araba, dal persiano narang, che risale al sanscrito nagarañja = frutto prediletto dagli elefanti.

La caratteristica nutrizionale principale delle arance è la vitamina C: sono presenti, inoltre, discrete quantità di vitamina A, modeste di vitamina B1 e B2, vitamina P, che aumenta la robustezza e l’elasticità dei vasi sanguigni, vitamina PP, che previene malattie come la pellagra, flavonoidi, acido citrico ed altri acidi organici (tartarico, malico e fumarico), fibra.

Il patrimonio dei minerali contenuti nell’arancia è ricchissimo: calcio, selenio, potassio, magnesio, fosforo, bromo, zinco, rame, ferro, zolfo e sodio.

Ottimo alimento per l’affaticamento fisico ed intellettuale, è utile anche in caso di disturbi intestinali, epatici e gastrici.

In fitoterapia dell’arancio amaro si utilizzano le foglie, la scorza dei frutti, i fiori raccolti prima dell’apertura; dell’arancio dolce si utilizzano i frutti e la corteccia.

Dalla spremitura delle bucce, che la contengono abbondantemente in sacche oleifere sottocutanee, si ricavano varie essenze, le quali esercitano un’azione neuro-calmante ed anti-depressiva, inducendo serenità, buon umore e atteggiamenti positivi.

I gargarismi con il succo di arancia giovano nelle gengiviti e stomatiti; l’infuso della scorza gode di proprietà aperitive, digestive e spasmolitiche.

In cucina, oltre che per il tradizionale consumo fresco e decorativo, l’arancia può essere utilizzata per la produzione di succhi, marmellate, insalate, salse, raffinati piatti in agrodolce, liquori, frutta candita.

 
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