08/10/2008

Baccanale 2008

Da sabato 1 novembre 2008 a domenica 16 novembre 2008
Si svolge a Imola (Bologna - Italia)
Sito Internet Ufficiale: http://www.baccanaleimola.it
Il Baccanale è un evento culturale ed enogastronomico organizzato annualmente dal Comune di Imola.
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Recensione

Ancora una volta Imola rende omaggio alla cultura del cibo grazie al Baccanale, un appuntamento a metà tra kermesse culturale e rassegna enogastronomica che combina tradizioni, idee, fantasie con esiti sempre nuovi e sorprendenti coinvolgendo migliaia di persone in un viaggio tra natura e cultura, arte e cucina, cantine e palazzi.

Grande protagonista del Baccanale 2004 sarà il pane.

La scelta del tema colloca al centro dell'iniziativa un alimento di grande suggestione, che una storia millenaria ha caricato di fortissimi significati simbolici, oltre che di fondamentali valori nutrizionali. Il pane rappresenta la cultura alimentare nel suo senso più profondo che è quello della fame, ma anche della gioia e della condivisione. Pane come alimento base, dunque, ma anche pane come accompagnamento di altri cibi (il “companatico”), pane come ingrediente di tante vivande, pane come punto di partenza per rielaborazioni fantasiose e delicate (i pani dolci, i pani della festa ecc.).

Il programma, che abbraccia un arco di sedici giornate e coinvolge decine di associazioni, istituzioni ed aziende, si presenta come al solito ricchissimo di appuntamenti. Considerateli come le briciole di pane di Pollicino, piccoli segnali per non perdere la strada della nostra identità nel labirinto di una modernità spesso confusa e minacciosa. Tradizionalmente offrire o condividere un pezzo di pane rappresenta una delle espressioni più antiche e autentiche dell'accoglienza e dell'ospitalità. Vogliamo insieme a voi rinnovare questo gesto nel segno della pace e dell'amicizia tra i popoli e le persone.

Valter Galavotti
Assessore alla Cultura e al Turismo

Se le verdure (a cui fu dedicato il Baccanale dello scorso anno) sono sempre state un alimento caratteristico della dieta popolare, la frutta al contrario è stata per molto tempo un lusso per pochi. Non per nulla gli imperatori di Roma antica sono descritti dai biografi come avidi divoratori di uva e fichi, pesche e meloni. L’immagine elitaria di questi prodotti era giustificata dalla loro delicatezza e deperibilità, difficilmente compatibili con i desideri e le necessità dei poveri, che puntavano su cibi più affidabili, ben conservabili, adatti a garantire la pancia piena. Ancora per tutto il Medioevo, la frutta compare nei testi come un cibo accessorio, come un “di più” voluttuario, tipico della ghiottoneria signorile. Solo i giardini ben curati di un monastero, o di una proprietà nobiliare, potevano permettersi di sprecare spazio per colture di questo tipo. I contadini badavano al sodo, ai cereali dei campi e alle verdure degli orti. A meno che non si trattasse di frutti, come le castagne, di consistenza farinosa e che si potevano conservare a lungo, prestandosi, anche dal punto di vista gastronomico, a usi non diversi dai cereali e dai legumi.
Nel Cinquecento compaiono i primi trattati di arboricoltura, e il più antico di questi è romagnolo, opera del ravennate Marco Bussato. La nostra campagna fin da allora si segnala come luogo per eccellenza di queste coltivazioni. A poco a poco, la frutta comincia a uscire dall’ambito dei consumi elitari e diviene un prodotto più accessibile, più presente sulla tavola dei molti.
Nel frattempo si perfezionano antichissime tecniche di conservazione, elaborate, soprattutto in ambito popolare, per garantire stabilità ai prodotti instabili. La tradizione delle confetture, delle marmellate, e più recentemente della frutta in vaso, è uno degli apporti che la cultura della fame ha saputo dare alla cultura del piacere gastronomico. Ma anche la frutta fresca comincia ad apparire più regolarmente sulle tavole dei contadini (che la coltivano) e dei borghesi (che la acquistano sui mercati cittadini). In tutto questo percorso, la Romagna continua a esercitare un ruolo trainante. Come nel Cinquecento, essa rappresenta oggi un punto di riferimento della sperimentazione e dell’innovazione. Imola, con i frutteti che la circondano, con questo Baccanale rende omaggio a uno degli aspetti più tipici della sua tradizione produttiva e alimentare.

Prof. Massimo Montanari

Informazioni

Ufficio Cultura (Informazioni e prenotazioni)
via Emilia 88 - 40026 Imola (BO)
Tel: ++39 0542 602615 - Fax: ++39 0542 602348

Orario giorni feriali:
dal lunedì al venerdì 8.30 - 1.00
martedì 15.00 - 18.00
sabato 8.30 - 12.30

Orario giorni festivi: domenica chiuso

Sito internet: Comune Imola
Indirizzo e-mail: ufficiocultura@comune.imola.bo.it

 
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