26/11/2008

''Pesce & rosso'': tai rosso qualithos abbinato a piatti di pesce, tutt’altro che dissapori

Venerdì 5 Dicembre alle ore 18 una degustazione di Tai Rosso Qualithos abbinato a finger food di pesce all’enoteca la Malanotte di Corso Palladio a Vicenza.MINILOGO.jpg

Venerdì 5 Dicembre le aziende unite sotto il marchio Qualithos (Le Pignole di Brendola, Piovene Porto Godi di Toara, Dal Maso di Selva di Montebello e la distilleria Fratelli Brunello di Montegalda) propongono all'Enoteca La Malanotte di Vicenza una degustazione fuori dagli schemi: Pesce e Tai Rosso. L'intento degli organizzatori è quello di provocare, sfatare il luogo comune secondo cui il vino bianco sarebbe l'unico accostamento possibile con piatti a base di pesce e mettere in luce le doti di eleganza e versatilità del Tai Rosso Qualithos.
All'enoteca La Malanotte di Corso Palladio i vini degustati saranno i Tai Rosso Colli Berici DOC la cui produzione rispetta i vincoli stabiliti dal protocollo d'intesa Qualithos, sottoscritto nel luglio scorso: Torengo 2007 Le Pignole, Colpizzarda 2006 Dal Maso e Thovara 2004 Piovene Porto Godi. Saranno abbinati a finger food di pesce preparati per l'occasione da Mario Tolomei della Gastronomia del Mare di Vicenza, per finire con un assaggio di grappa di Tocai della Distilleria Brunello. Ed è proprio Paolo Brunello a spiegare che "il Tai Rosso, con la sua freschezza e la piacevole tannicità, consente di giocare facilmente con i gusti. L'eleganza al naso, con sentori di piccoli frutti di bosco e note speziate, permette buoni abbinamenti anche con piatti di mare ed è la stessa aromaticità che si può riscontrare nella grappa, con la quale sarà proposto un accostamento altrettanto ricercato”.
Venerdì 5 dicembre all'Enoteca La Malanotte (Corso Palladio 56, Vicenza, telefono: 0444 235163) dalle ore 18.00 alle 20.00. Costo: 15 euro.

 

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A natale si può fare di più Videoauguri

 

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25/10/2008

Reginette al Cartoccio con Salsiccia

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INGREDIENTI

  • 300 g di reginette
  • due porri
  • 100 g di salciccia
  • 100 g di parmigiano grattugiato
  • due cucchiai di olio di oliva
  • un bicchiere di panna
  • un bicchiere di vino bianco secco
  • sale pepe

ESECUZIONE

  • Mondate i porri tenendo da parte solamente la parte bianca. Lavateli e tagliateli a fettine. In una padella, fate scaldare un cucchiaio di olio con il burro, unite i porri, salateli e lasciateli rosolare per tre minuti su fiamma media e mescolando. Versate la panna, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e proseguite la cottura per quindici minuti.
  • pelate la salsiccia e tagliatela a pezzi di 1 cm. In un'altra padella, fate scaldare l'olio rimanente e rosolatevi la salsiccia su fiamma dolce, per cinque minuti. Bagnate con il vino e fatelo sfumare. Trasferite i pezzetti di salsiccia e il loro condimento nella padella con i porri e fate insaporire il tutto per un minuto. Pepate.
  • In una pentola, portate a ebollizione abbondante acqua e quando bolle, salate la. Tuffatevi le reginette e lessa­ tele al dente. Scolatele lasciandole leggermente umide e trasferitele in una insalatiera. Scaldate il forno a 220°
  • Condite la pasta con la metà del composto di porri e salsiccia e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Formate un bel cartoccio con la carta da forno e disponetelo sulla placca. Trasferitevi la pasta e versatevi il composto di porri e salsiccia rimanente. Cospargete la superficie con il parmigiano.
  • Chiudete il cartoccio e infornate; lasciate cuocere per cinque minuti. Togliete il cartoccio dal forno e aiutandavi con delle spatole metalliche appoggiatelo su un piatto di servizio. Aprite il cartoccio in tavola .

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25/08/2008

Blinis demidoff

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Dosi per 6 persone 1/2 dado di lievito di birra fresco o 1/2 pacchetto di lievito in polvere
1 tazza di latte tiepido
1 e 1/2 tazza di farina setacciata
2 tuorli d’uovo sbattuti
1/4 tazza di panna grassa
1 pizzico di sale
2 bianchi d’uovo, battuti fino a quando non abbiano acquistato corpo
1 cucchiaio di burro
1 tazza di panna fresca
100 g abbondanti (o più se si desidera) di caviale sevruga
burro chiarificato a piacere

 

 

Preparazione

In una capiente ciotola, stemperare il lievito nel latte.
Sbattere il tutto con 1 tazza di farina fino a quando non si ottiene una miscela omogenea.

Coprire con un panno e lasciar riposare per 2 ore in un luogo tiepido.

Sbattere energicamente i tuorli d’uovo, la panna grassa e la farina rimanente.

Aggiungere il sale e i bianchi d’uovo. Coprire il tutto di nuovo e lasciar riposare per 30-40 minuti.

Mettere in una teglia da forno o in una padella capiente e cuocere a fuoco medio; aggiungere il burro. Usando un cucchiaio, fare dei blinis (frittelle) di 8 cm scarsi con il battitore.

Metterli subito sulla teglia. Cuocere fino a quando non se ne dora una parte, poi girare e dorare l’altra parte. Conservare i blinis a temperatura tiepida.

Per servire, mettere 3 o 4 blinis su ogni piatto, rigorosamente tiepido, e coprirli con della panna fresca e del caviale.

Secondo la tradizione, metà del blinis andrebbe ricoperto di un cucchiaio colmo di caviale e metà inzuppata di burro chiarificato e poi ricoperta di panna fresca.

I blinis vanno gustati con Champagne secchissimo, servito molto freddo.

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Gli arancini di Salvo Montalbano

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Gesù, gli arancini di Adelina! 

 

Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico.

 

Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. 

 

Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. 

 

Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza zaffirano, Pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. 

 

Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, Pi carità di Dio!).

 

Il suco della carne s’ammisca col risotto. 

 

A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. 

 

Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. 

 

Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano! 

 

Montalbano non ebbe dubbio con chi cenare la notte di capodanno.

 

(da "Gli arancini di Montalbano", Mondadori, 1999)

 

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12/08/2008

Formaggio Agordino di Malga

982917809.jpgFormaggi Veneto LATTE VACCINO LATTE CRUDO Praticamente introvabile nei normali canali distributivi, il Formaggio Agordino di Malga viene prodotto in alpeggio con latte vaccino crudo ottenuto da vacche di razza Bruna Italiana e Pezzata Rossa, lavorato giornamente solo nei mesi estivi. E' un formaggio a pasta semicotta, compatta, dall'occhiatura piccola e rada. La crosta è liscia e sottile, morbida, di colore ambrato. Ottimo a 60 giorni, può essere stagionato fino a 8 mesi. Al palato ha un sapore dolce, con sentori di stalla e fieno, molto persistente. Presìdio Slow Food, disponibile in quantità limitata. La selezione proposta è prodotta nella Malga Agner, a Voltago Agordino (BL). Peso 3-4 kg.
 
 
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