19/03/2010
Torta rotolone di fragole e panna videoricetta
13:26
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Come fare i panini al latte videoricetta
13:05
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14/03/2010
Cioccolata aromatizzata alle spezie

- 60 g di cioccolato al latte
- 60 g di cioccolato fondente
- 500 ml di latte
- 50 g di zucchero
- 02 chiodi di garofano
- 01 pizzico di vaniglia
- mezza stecca di cannella
- noce moscata q/b
- peperoncino q/b
15:40
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17/11/2008
Le ricette di VdC: Pollo al curry e latte di cocco Videoricetta
10:04
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20/10/2008
SICUREZZA ALIMENTARE:ADOC,D’ACCORDO CON ZAIA,’TOLLERANZA ZERO’
SICUREZZA ALIMENTARE:ADOC,D’ACCORDO CON ZAIA,’TOLLERANZA ZERO’

(AGI) Dopo il sequestro a Napoli, questa mattina, di 10 quintali di latte alla melamina, oltre a carne e pesce cinesi, dal Corpo Forestale dello Stato, occorre per l’Adoc che vengano fatti i nomi delle imprese e dei marchi che avrebbero dovuto utilizzare tale prodotto. “Vogliamo ringraziare e complimentarci con il Corpo Forestale dello Stato per l’intervento realizzato - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc - ma ora e’ necessario che vengano resi noti i destinatari finali e le eventuali imprese e marche che avrebbero dovuto utilizzare tali prodotti, altrimenti c’e’ il rischio di generare un allarme diffuso, con possibili gravi danni al settore. Bisogna evitare il ripetersi dell’effetto tsunami scatenato dallo scandalo della mozzarella di bufala alla diossina, che causo’ al settore caseario ingenti perdite economiche, per decine di milioni di euro. Oltre a un pessimo ritorno d’immagine del Made in Italy”. L’Adoc e’ d’accordo con il Ministro dell’Agricoltura Zaia sulla tolleranza zero verso chi opera illegalmente in Italia. “Concordiamo con la volonta’ del Ministro Zaia di attuare una stagione a tolleranza zero - continua Pileri - nei confronti di chi ha operato sofisticazioni alimentari, ha importato prodotti pericolosi e dannosi o non a norma con le regole vigenti in Italia. Occorre maggiore attenzione al riguardo, e un rafforzamento dei finanziamenti e delle risorse a disposizione della Guardia di Finanza, dei Nas, del Corpo Forestale dello Stato e delle Asl, in modo da poter realizzare controlli estesi e continui, non solo a campione. Ribadiamo il nostro appello all’estensione della normativa riguardante l’etichettatura e la tracciabilita’ a tutti i prodotti alimentari. Soprattutto la tracciabilita’ deve essere visibile e facilmente individuabile anche dal consumatore finale”.(AGI)
15:56
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Lo scandalo-latte mette in crisi i ristoranti cinesi
Lo scandalo-latte mette in crisi i ristoranti cinesi
Trovata melamina in un ristorante cinese in Austria, come pure in prodotti venduti in Thailandia, Filippine, Laos. Poco ascoltata Pechino che dice che ora il latte è sicuro. A Taiwan è polemica tra il governo e la Nestlé.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina dice che ora il suo latte è sicuro. Ma intanto viene trovata melamina nel latte esportato nelle Filippine e persino in un ristorante cinese vicino Vienna. E’ polemica a Taiwan tra il governo e la multinazionale Nestlé.
A Pechino, l’Amministrazione generale per la supervisione della qualità, l’ispezione e la quarantena (Asqiq), ha comunicato ieri che, dalle ultime analisi, non c’è melamina in latte, yogurt e altri prodotti successivi al 14 settembre delle ditte più coinvolte nello scandalo, quali Yili, Mengniu, Bright Dairy e Sanlu. Pechino dice che molti prodotti ritirati potranno essere riammessi alla vendita, seppure promette che le esportazioni dei prodotti contraffatti saranno comunque sospese fino all’accertamento che siano sicuri. Il neonominato presidente Asqiq, Wang Yong, ha visitato una fabbrica della Mengniu, dove ha scelto una confezione di latte e lo ha assaggiato.
Ma questi annunci sono accolti con diffidenza all’estero, dopo che molti prodotti caseari cinesi sono risultati adulterati nonostante le iniziali assicurazioni contrarie; dopo che è risultato che nel Paese non c’era alcun effettivo controllo di qualità; dopo che appena due giorni fa sono risultati contenere melamina l’11,7% dei prodotti esaminati, con 37 grandi ditte coinvolte.
Il segretario filippino alla Sanità, Francisco Duarte, ha comunicato oggi che “due tipi di latte [cinese] sono risultati avvelenati” per la melamina. Il divieto al latte cinese è rigido (nella foto, un controllo) e sono stati persino chiusi negozi trovati a venderlo.
La tailandese Dutch Mill Group, leader del settore caseario, ha annunciato che rimanderà indietro 122 tonnellate di latte cinese in polvere, nonostante non risultino contenere quantità pericolose di melamina. Nel Paese sono stati trovati contaminati prodotti famosi come M&Ms e Snickers della Mars, i biscotti Oreo della Kraft, le barrette di cioccolato al latte Dove.
Oggi la melamina è stata trovata nel frullato di un ristorante cinese a Graz, in Austria, i cui ingredienti provengono da un negozio di specialità cinesi di Vienna. Anche se l’Austria ha trovato negativi altri 183 esami su prodotti cinesi nell’intera nazione, in Europa e Usa si diffonde la sfiducia verso i ristoranti cinesi. Nei giorni scorsi la sostanza è stata trovata nelle caramelle al latte White Rabbit vendute a Stoccarda in Germania, come pure era stata trovata in quelle vendute in Nuova Zelanda. In Giappone è stata riscontrata in confezioni di crostate all’uovo di Macao
Anche in Laos è stata oggi trovata melamina nel latte in polvere cinese. La melamina, ricca di azoto, è molto usata per fare la plastica. Aggiunta ad alimenti può farli sembrare ricchi di proteine, ma è nociva per l’uomo. In Cina ha fatto ammalare ai reni almeno 53mila neonati (dato ufficiale, quello effettivo si ritiene molto maggiore), causando circa 13mila ricoveri e almeno 4 morti.
Intanto il dipartimento per la Sanità a Taiwan conferma il bando di 6 prodotti della Nestlé contenenti melamina, seppure in quantità che definisce “non pericolosa per la salute”. La ditta di Ginevra risponde di “non capire perché le autorità ci abbiano chiesto di ritirare questi prodotti, se per loro stessa ammissione sono del tutto sicuri secondo gli standard internazionali”. La Nestlé Taiwan lamenta che la decisione le farà perdere almeno un miliardo di dollari di Taiwan (circa 22,4 milioni di euro).
I diversi Paesi stimano nociva e vietano la sostanza in quantità diverse e ieri Taiwan ha sollecitato una conferenza internazionale per adottare standard comuni. L’Isola fa uso massiccio di prodotti caseari cinesi e lo scandalo-latte ha causato gravi danni all’economia, ma ha anche riattizzato polemiche interne. Il Partito Kuomintang al governo, filocinese, è accusato dal Partito democratico progressista di non avere agito in modo tempestivo. Il ministro alla Salute Lin Fang-yue si è dimesso per questa vicenda, sostituito da Yeh Ching-chuan, e ora è vietata l’importazione di latte e derivati cinesi.
15:42
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11/09/2008
Franciacorta in Bianco
Franciacorta in Bianco |
| Castegnato (BS) informazioni su Castegnato e mappa interattiva Lombardia Italia |
Per Maggiori Informazioni:
| Segreteria Organizzativa Castegnato Servizi srl tel 030 2146881-3 fax 0302146887 |
info@franciacortainbianco.itFonte: Marco Morelli
FRANCIACORTA IN BIANCO 2008
XIII EDIZIONE
CASTEGNATO (BS)
10-11-12 OTTOBRE
Franciacorta in bianco: è di scena il formaggio
Arriveranno dalle regioni di tutta Italia per una straordinaria manifestazione all'insegna del sapore, ma anche della tradizione e della cultura: stiamo parlando dei formaggi che faranno di Castegnato la capitale nazionale dell'arte casearia.
Come consuetudine, il piccolo comune in provincia di Brescia ospiterà, infatti, dal 10 al 12 ottobre 2008 " Franciacorta in Bianco ", la più conosciuta ed importante vetrina nazionale dei prodotti lattiero-caseari realizzati con latte vaccino, caprino, ovino e latte crudo.
I numeri della scorsa edizione sottolineano un successo che ormai è arrivato al suo tredicesimo anno: 100 espositori, 400 formaggi esibiti, 10.000 visitatori.
Quel che Franciacorta in Bianco propone è un intero fine settimana in cui sarà di scena un mix irresistibile di formaggi provenienti da ogni regione d'Italia che potranno in tal modo usufruire di un palcoscenico d'eccellenza, così come sanno occupare un posto d'onore sulle tavole italiane.
Un invitante percorso tra stand di assaggio e vendita aperti al pubblico, dove i prodotti caseari si diversificheranno secondo il tipo di latte, il metodo di produzione e di affinatura.
Un gustoso itinerario che darà a tutti i visitatori della kermesse alimentare la possibilità di poter avvicinare ed assaggiare prodotti assolutamente unici. Ma non solo: anche quella di approfondire tecniche di produzione e lavorazione, conoscere le antiche tradizioni dei casari, ascoltare le opinioni di giornalisti ed esperti del settore.
Un tour attraverso i sapori nazionali, frutto di tradizioni centenarie, trasmesse e rielaborate con l'esperienza e la curiosità di chi ancora produce e lavora questi formaggi con passione.
Osservare, degustare, ascoltare e comprare. Ma non solo.
Franciacorta in Bianco propone una tre giorni coinvolgente dove spaziare dalle degustazioni guidate ai convegni, dai work shop ai talk show sino ai laboratori didattici.
Padrino e illustre ospite della manifestazione sarà come sempre il prof. Corrado Barberis, presidente dell'
Istituto di Sociologia Rurale di Roma.
Interverranno alla manifestazione illustri giornalisti ed esperti del settore quali il Prof. Costantino Cipolla (professore ordinario di sociologia pressola Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna), Morello Pecchioli (caporedattore de l'Arena di Verona), Emma Costa (giornalista de La Cucina Italiana) e Alberto Lupini (Direttore di Italia a tavola).
L'appuntamento di Castegnato intende valorizzare le migliori produzioni dei formaggi e raccontarela loro storia. Vuol sottolineare, infine, il sacrificio e la passione di agricoltori che con coraggio lavorano nelle condizioni climatiche ed ambientali più disparate, dove i foraggi e i ritmi di produzione consentono di ottenere specialità uniche.
E proprio la diversità agroalimentare diventa dunque il filo conduttore di Franciacorta in Bianco, una manifestazione che negli anni ha saputo farsi apprezzare dal grande pubblico e dagli operatori del settore.
Gustose e fresche robiole, il Silter Camuno Sebino, il Bagoss, il formaggio di Fossa, il formaggio nella Cenere, il pecorino di Picinisco, il pecorino di Arbus, la Marzolina Ciociara, il Caciocavallo, il Canestrato pugliese, i formaggi di S. Stefano Quisquina, le tradizionali lucane cacioricotta ecasieddu, il Raveggiolo della Toscana, il Piacentinu Ennese, la Rosina di Bufala, il Fatulì e l'Agrì saranno solo alcuni dei formaggi protagonisti di questa fantastica rassegna. Anche i formaggi francesi avranno un loro spazio: Ara Jesus, dalla cittadina di Clermont Ferrand, presenterà a Franciacorta in Bianco alcuni dei migliori formaggi d'oltralpe ovvero il Salers de fossa, il Particulare brie, il Saint mectaire, il Bleu de pays e il mitico Camembert.
E con loro alcuni saranno protagonisti pure caseifici d'eccellenza come, per citarne alcuni, il caseificio Di Nucci (antica famiglia di Capracotta, il più alto Comune dell'Italia appenninica, da sempre terra di pascoli, di bovini, di pecore, di pastori, di transumanze) e il Caseificio San Lorenzo in Valle-Amaseno ( la cui titolare, Giuliana Lauretti, è riuscita nell'impresa di mettere in piedi, in questo paesino della campagna romana, una cooperativa di allevatrici di bufale, per fare l'autentica mozzarella. Dovendo tuttavia strenuamente combattere contro vaccini fantasma e burocrazia, per imporre la genuinità della sua mozzarella o della Rosina, un formaggio straordinario prodotto con latte di bufala e caglio di capretto).
Non mancheranno personaggi curiosi come Daniele Meini, il caciao di Gello, che fa dell'arte di mostrare ad adulti e piccini come si crea il formaggio quasi una "missione".
Tanti i momenti golosi della manifestazione (oltre alle esibizioni della Federazione Italiana Cuochi che proporrà assaggi di pietanze a base di formaggio si potrà ammirare un maestro gelataio cimentarsi nella realizzazione di gelati realizzati con latte d'asina e di capra nei più disparati gusti) e tante le degustazioni guidate di formaggi abbinate ai più pregiati vini realizzate in collaborazione con alcune delegazioni bresciane ONAF e ONAV.
La parte convegnistica si concentrerà sul "Fatulì", un caprino tanto particolare quanto ormai raro nella produzione, e su un titolo che la dice lunga sull'importanza dell'argomento: "Invecchiare alimentandosi con il parmigiano", presenziato dal prof. Corrado Barberis.
Da non perdere,infine, la speciale degustazione "Verticale di Bagoss", il più famoso dei formaggi bresciani ove si confronteranno diverse forme dello stesso formaggio, fatto da un unico produttore, appartenenti ad annate diverse. Potrete trovare l'intero programma della manifestazione con appuntamenti ed orari sul sito www.franciacortainbianco.it.
Per informazioni:
Segreteria Organizzativa Castegnato Servizi srl
tel 030 2146881-3 fax 0302146887
e-mail: info@franciacortainbianco.it
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27/08/2008
Il pregiato latte di cammella

L’acqua è anima.
Il latte è vita.
Popolazione nomade Ahaggar dell’Algeria
Il latte di cammella, di alto valore nutritivo, per i suoi estimatori è vero nettare; leggermente più salato e tre volte più ricco di vitamina C del latte di mucca, ricco di ferro, di acidi grassi non saturi e di vitamine del gruppo B, in Russia, Kazakistan ed India spesso viene prescritto ai convalescenti, mentre in Africa viene dato ai malati di AIDS.
I somali ne sono ghiotti e sono fermamente convinti delle sue qualità curative: dal Sahara alla Mongolia la domanda di latte di cammella è in grande espansione.
In Tunisia la gente percorre centinaia di chilometri per procurarselo; in Etiopia ed in Somalia i pastori sono disposti a viaggiare 12 ore per andare a venderlo a Gibuti, dove i prezzi sono alti.
A N’Djamena, in Ciad, nuove latterie stanno affermandosi; in un’altra parte del globo è considerato un potente toccasana contro parecchie malattie, e nei paesi del Golfo si crede abbia addirittura poteri afrodisiaci.
Le tecniche d’allevamento dei cammelli sono rudimentali e buona parte dei 5,4 milioni di tonnellate di latte che vengono prodotti ogni anno, da una popolazione complessiva stimata nell’ordine di 20 milioni di cammelli, viene succhiato dagli stessi piccoli.
La FAO intravede grandi prospettive per i prodotti caseari derivati da latte di cammella: potrebbero sia fornire un’efficace risorsa alimentare aggiuntiva alle popolazioni che vivono in zone aride e semi-aride sia rappresentare per i pastori nomadi una buona fonte di reddito.
Nelle steppe del Kazakistan e della Mongolia le popolazioni trasformano il prodotto fresco in latte fermentato, denominato Shubat in Kazakistan e Khoormog nella vicina Mongolia.
Ad Almaty, antica capitale del Kazakistan, un moderno caseificio produce il Kourt, un formaggio duro usato prevalentemente grattugiato, e gustosi dolci a base di latte di cammella.
Nancy Abeiderahmanne, che da 15 anni gestisce con successo in Mauritania un caseificio di latte di cammella, mucca e capra, produce un formaggio a pasta molle con crosta bianca, chiamato Caravane, soprannominato Camelbert.
Il cioccolatificio viennese del signor Johan Georg Hochleitner intende lanciare il prossimo autunno il cioccolato al latte di cammello, a basso contenuto calorico.
Anthony Bennett, esperto di prodotti caseari e animali della Fao, è certo che "migliore foraggio e assistenza veterinaria potrebbero far aumentare la produzione fino a 20 litri al giorno" aprendo ai pastori nomadi un mercato mondiale del valore di circa 8 miliardi di euro.
L’Agenzia spera che i finanziamenti aiutino a sviluppare il settore sia a livello locale sia a far sì che possa espandersi e raggiungere i più lucrativi mercati dell’Occidente e del Medioriente.
"Il potenziale di sviluppo è enorme", afferma convinto Bennett.
12:25
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Latte a tutte le età

È importante premettere che il latte è irrinunciabile nella colazione sana, perché è ricco di vitamine e di proteine “nobili”. Ma perché è così importante, soprattutto per i più piccini, iniziare la giornata con una bella tazza di latte? Perché è buono, e fa bene.
Il latte di mucca da sempre occupa un posto di rilievo nell’alimentazione, per la sua ricchezza di nutrienti, in equilibrio tra loro. Di tutto questo beneficia in particolare l’organismo in crescita, bisognoso di sostanze nutrienti, di principi vitali, capaci di fornire rapidamente energia, come il lattosio (lo zucchero del latte) agevolmente assimilabile, o i grassi, caratterizzati da buona digeribilità e facile utilizzazione.
Le proteine del latte e dei suoi derivati (rappresentate per circa l’80% da caseina e per il 20% da sieroproteine quali la lattalbumina) hanno un “alto valore biologico”, sono cioè tra le più adatte a coprire le necessità fisiologiche in relazione alla crescita, riparazione dei tessuti, formazione di enzimi, ormoni, anticorpi. Anche sotto l’aspetto vitaminico il latte è ben piazzato: la vitamina B12 è importante per la produzione dei globuli rossi, la B2 per la respirazione cellulare.
La vitamina A è invece essenziale per la crescita, il funzionamento della vista e per l’integrità del sistema immunitario. Per quanto riguarda i Sali minerali, il latte vanta una concentrazione unica di calcio e fosforo; questo particolare equilibrio rende il calcio altamente “biodisponibile”, cioè facile da assorbire e utilizzare. Il calcio svolge un’insostituibile funzione nella costruzione e nel mantenimento dell’apparato scheletrico in tutta la vita, in particolare nell’infanzia e nell’adolescenza.
Ora analizziamo la produzione del latte, alimento ricco di qualità nutrizionali, parlando dell’apparato digerente delle mucche, della bontà e varietà di latte, del confezionamento e della distribuzione, nonché di uno studio che smentisce un diffuso luogo comune.
Le mucche sono animali erbivori ruminanti che strappano l’erba e la ingoiano: solo più tardi, durante il riposo, fanno risalire in bocca il foraggio raccolto nel capace rumine per masticarlo con lenti movimenti regolari. La ruminazione è una funzione caratteristica degli animali “a stomaco multiplo”, cioè con più stomaci (denominati reticolo, omaso, rumine, abomaso), per cui gli alimenti dopo essere stati masticati sommariamente, deglutiti una prima volta e convogliati nel primo compartimento gastrico (rumine), vengono riportati nuovamente in bocca ove subiscono una nuova abbondante insalivazione e una seconda masticazione più accurata, per poi essere ancora deglutiti. In condizioni normali di alimentazione e di buon funzionamento dell’apparato digerente, il bovino presenta diversi periodi di ruminazione (circa 6-8) della durata di 40-50 minuti ciascuno e ogni bolo (cioè il cibo masticato e insalivato), viene ancora masticato per circa 60 volte.
A parte gli effetti meccanici della ruminazione, nel rumine l’alimento subisce un processo fermentativo ad opera dei microrganismi che sono presenti numerosissimi. Una volta che gli alimenti sono entrati nel rumine ed hanno subìto una prima frantumazione, le pareti delle singole cellule vengono attaccate dai batteri e da questi demolite: in questo modo giungono così a disposizione dell’organismo animale tutte le sostanze che sono contenute nelle cellule, proteine, glicidi (zuccheri), lipidi (grassi), minerali e vitamine.
Per avere ossa forti e denti sani abbiamo bisogno di una dose quotidiana di calcio (che è un sale minerale) e per crescere e mantenerci in forma sono necessarie le proteine, che sono i costituenti essenziali del nostro organismo. Il latte e i suoi derivati (formaggi, yogurt, burro) sono gli unici alimenti che possono fornire una quantità di calcio sufficiente al fabbisogno giornaliero e le proteine in esso contenute associano al loro elevato valore biologico anche la buona digeribilità. A questi pregi bisogna aggiungere la presenza di vitamine e del lattosio, uno zucchero che favorisce lo sviluppo di una flora digestiva molto efficace per l’assimilazione degli alimenti. I componenti più importanti del latte sono le proteine, le vitamine, i sali minerali, i grassi e i carboidrati.
Abbiamo già detto che le proteine sono di altissimo valore biologico, le migliori fornite dalla natura. Il latte, poi, è composto da una materia grassa e da un siero acquoso; nella materia grassa sono sciolte le vitamine liposolubili, mentre nel siero acquoso sono sciolte le vitamine idrosolubili. I sali minerali presenti nel latte sono il Calcio, il Fosforo, il Potassio e il Sodio. I grassi presenti nel latte sono saturi; ne troviamo il 3,5% nel latte intero e percentuali minori nel latte parzialmente scremato e scremato. I carboidrati del latte sono rappresentati in prevalenza dal lattosio, uno zucchero che nell’intestino si scinde in glucosio e galattosio ad opera di un enzima, la lattasi: quando nell’intestino di alcune persone questo enzima manca, si hanno casi di intolleranza, che possono essere il più delle volte superati utilizzando latte ad alta digeribilità HD(High Digestible), nel quale il lattosio viene reso digeribile perché si trova scisso in glucosio e galattosio.
Il latte non è un alimento completo, perché un alimento davvero “completo” non esiste: invece è essenziale per una corretta nutrizione ma è povero di Vitamina C, e manca di Ferro e di Fibre, bisogna quindi integrarlo con verdura, frutta e cereali. Durante i pasti non si beve latte perché essendo un alimento già ricco di proteine, non va inserito come bevanda in un pasto già bilanciato: può invece accompagnare uno spuntino o una merenda. Vi è da dire che il latte non va bollito perché quello in commercio è già pastorizzato e presenta sicure garanzie di igiene, potendosi consumarlo freddo o appena riscaldato; peraltro la bollitura lo impoverirebbe di Proteine, Calcio e Vitamine.
Durata, “leggerezza”, qualità: come interpretare le etichette di bottiglie e tetrapak
Il latte è presente sul mercato in tantissime varietà, alcune delle quali di nascita recente, ognuna con caratteristiche diverse. Si va dal latte crudo al “fresco pastorizzato”, dal classico latte fresco al latte a lunga conservazione, dall’Alta qualità al Microfiltrato, ecc.
Latte crudo
È il latte appena munto, che non viene sottoposto ad alcun trattamento ma raffreddato velocemente dopo la mungitura dei bovini, perché i batteri presenti al suo interno, sviluppandosi velocemente, causano in breve tempo la sua acidificazione. Di solito viene utilizzato per produrre formaggi di latte crudo.
Latte fresco pastorizzato
Il “latte fresco pastorizzato” viene sottoposto, entro 48 ore dalla mungitura, ad un unico processo di “pastorizzazione” a 75 gradi per 15 secondi e immediatamente raffreddato ad una temperatura di 4 gradi. Questo trattamento determina la distruzione di tutti i microrganismi patogeni eventualmente presenti nel latte crudo e di una parte dei microrganismi responsabili delle alterazioni del latte. Il ciclo completo del trattamento contempla, in successione, le seguenti fasi:
- preriscaldamento del latte a 40-45 gradi,
- omogenizzazione, il latte viene spruzzato da un ugello ad alta pressione (150-200 bar), allo scopo di rompere i globuli di grasso ed eliminare la tendenza alla formazione della crema in superficie,
- degasazione, consistente nel portare il latte a 45 gradi sotto vuoto parziale, per allontanare le bolle d’aria,
- pastorizzazione, a 75 gradi per 15 secondi;
- raffreddamento, rapido fino a 4 gradi.
Il latte pastorizzato si può conservare a temperatura di circa 4 gradi per un periodo che varia da alcuni giorni fino a 10 e più giorni; tuttavia solo da qualche anno, con la comparsa del latte microfiltrato, la legge impone una scadenza di 6 giorni.
Alta qualità
Il “latte fresco pastorizzato di alta qualità” è caratterizzato da elevate qualità igieniche in sede di produzione (es. pastorizzazione entro 24 ore) e dotato di un contenuto nutritivo più elevato. In generale, il “latte fresco pastorizzato di alta qualità” ha una breve durabilità (7 giorni dalla data di produzione) e deve essere trasportato e mantenuto in ambienti refrigerati tra 0 e 4 gradi centigradi. Una volta aperto il contenitore, va consumato entro un paio di giorni.
Microfiltrato
Il “latte microfiltrato” viene invece filtrato attraverso delle membrane dai fori piccolissimi che trattengono la maggior parte dei batteri e delle impurità. Anche questo trattamento conferisce una durabilità maggiore.
Alta temperatura
Il “latte pastorizzato a temperatura elevata” può essere pastorizzato più volte o subire un solo trattamento termico più intenso anche dopo le 48 ore dalla mungitura. Questo gli consente una curabilità superio, mediamente di 2 settimane.
Il latte a lunga conservazione (UHT)
Il procedimento di produzione a lunga conservazione consiste nel portare il latte a temperatura di sterilizzazione in un tempo molto breve (140 gradi per 10-15 secondi), perciò viene chiamato UHT (Ultra High Temperature). Il procedimento ha due opzioni: il trattamento termico su piastre o per iniezione di vapore. Il latte così ottenuto ha una durata di tre mesi, ma dopo l’apertura della confezione va conservato in frigorifero e consumato entro tre/quattro giorni.
Speciali
I “latti speciali” si distinguono per alcuni arricchimenti che vanno a potenziare le proprietà nutrizionali del latte. Possono essere aggiunti particolari fermenti lattici oppure proteine, vitamine, Sali minerali, o particolari tipi di grassi. Questi latti possono quindi soddisfare esigenze nutrizionali specifiche come quelle dei bambini, degli sportivi o degli anziani. Infine per i più piccoli, sono disponibili anche latti ai gusti (cacao, fragola, ecc.).
Inoltre, il latte può essere intero (contenente il 3,5% di grassi-62 kcal. per 100 grammi), parzialmente scremato (contenente tra l’1,5 e l’1,8% di grassi-46 Kcal. Per 100 grammi), totalmente scremato (contenente meno dello 0,3% di grassi-36 Kcal. Per 100 grammi).
Il confezionamento e la distribuzione
Sono due fasi molto importanti che si differenziano a seconda del tipo di latte prodotto. Per il latte fresco pastorizzato è particolarmente importante rispettare la catena del freddo (4 gradi), sia in fase di confezionamento che di distribuzione, mentre per il latte UHT, che può essere conservato a temperatura ambiente, riveste particolare importanza il rispetto delle condizioni di sterilità durante le fasi di confezionamento. L’utilizzo di moderne attrezzature automatiche e il controllo costante di tecnici esperti, assicurano quotidianamente una pronta consegna ai punti vendita con le massime garanzie igieniche.
E chiudiamo questa nostra conversazione parlando di un recente studio sul consumo di latte e adiposità, condotto dal dott. Gianvincenzo Barba, dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione (ISA) del CNR di Avellino e pubblicato sul British Journal of Nutrition.
Meno grassi i bambini che bevono latte
È quanto emerge da uno studio epidemiologico sulle relazioni tra frequenza di consumo di latte e adiposità, realizzato su un campione di circa 1000 bambini delle Scuole elementari di Avellino. La ricerca è stata condotta nell’ambito di uno screenning delle abitudini alimentari e dei determinanti del peso corporeo in età pediatrica. Lo studio ha dimostrato un’associazione inversa tra consumo di latte e adiposità: rispetto a chi non consuma latte o lo consuma raramente, il peso corporeo è più basso in chi lo consuma una volta al giorno, e ancora più basso nei bambini che lo consumano più volte al giorno. Tuttavia recenti studi avevano già dimostrato che negli adulti un’alimentazione ricca di Calcio, e quindi ricca di Latte e derivati, può svolgere un ruolo importante nel controllo del peso corporeo, grazie alla proprietà del Calcio di “bruciare” il grasso nelle cellule e di rallentarne la produzione.
Un dato questo che smentisce un diffuso luogo comune: infatti la maggior parte delle persone che seguono una dieta, riducono o eliminano i prodotti caseari per l’alto contenuto in grassi, rischiando così di non assimilare il Calcio che può aiutarli a dimagrire in modo sano, magari ricorrendo ai prodotti caseari a basso contenuto di grassi come lo yogurt o il latte scremato, che contengono la stessa quantità di Calcio di quello intero. Mancavano fino ad ora dati relativi ai bambini e, soprattutto, al consumo di latte, alimento ricco in nutrienti ad attività biologica e fonte principale di Calcio.
La ricerca apre alcune interessanti prospettive: la principale è quella di fornire un contributo scientifico sul tema della prevenzione del sovrappeso e dell’obesità infantile, condizioni in rapida ascesa in molti Paesi del mondo; essere in sovrappeso da bambini espone ad un alto rischio di obesità in età adulta, con i relativi rischi di malattie cardio-vascolari o patologie croniche e degenerative. L’altra prospettiva è la riconferma del valore fondamentale di un alimento come il Latte nell’alimentazione dell’età evolutiva.
Alfredo Manzella
Ricerche e Orientamento ai Consumi
12:03
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Il latte, il nostro primo alimento

Il latte è una bontà,
bevine ogni giorno in grande quantità!
Derivano dal latte
lo yogurt ed il gelato,
il burro, la panna
e il formaggio prelibato!
Il latte è un alimento specie-specifico: ogni mammifero produce un latte adatto alle esigenze dei propri piccoli.
Il colostro è il primo liquido secreto dalla ghiandola mammaria subito dopo il parto: denso e di colore giallognolo, è indispensabile al piccolo per le sue funzioni sia nutritive che immunitarie.
Secondo la legge il latte è il prodotto della mungitura regolare, completa e ininterrotta della mammella di bovine che si trovino in buono stato di salute e di nutrizione e che non siano affaticate dal lavoro.
Dal punto di vista chimico-fisico il latte è un’emulsione di acqua e di grassi contenente protidi, glicidi, sostanze azotate, vitamine, sali minerali ed enzimi, in proporzioni variabili a seconda delle specie che lo ha prodotto e, per gli animali della stessa specie, a seconda della razza, dell’età, della fase di lattazione, dello stato di salute e delle tecniche di alimentazione e di allevamento.
Il latte che ha subito almeno un trattamento termico o altro trattamento equivalente può essere classificato come intero, parzialmente scremato, scremato, concentrato, in polvere, industriale.
Le micelle caseiniche disperse nel latte, per azione enzimatica, per acidificazione o per riscaldamento, si aggregano tra loro coagulando: questo processo porta alla formazione della cagliata, la prima fase della preparazione del formaggio.
Dalla lavorazione del latte si ricava una serie di sottoprodotti, quali il latticello ed il siero, utilizzati per l’alimentazione animale.
Una tazza di latte fornisce circa 160 calorie.
Il latte fresco pastorizzato di Alta Qualità è il migliore per il consumo quotidiano: la sua produzione richiede tecniche di allevamento e di lavorazione avanzate che coinvolgono la selezione, lo stato di salute e la corretta alimentazione delle vacche, l’igiene delle stalle, le condizioni di mungitura, la raccolta e la distribuzione, la struttura della centrale di lavorazione, i trattamenti termici ed il confezionamento.
In Italia la produzione di latte è deficitaria ed elevate sono le importazioni; il consumo di latte è notevolmente inferiore rispetto a quello di tutti gli altri Stati europei.
- Focus alimenti e bevande
12:02
Scritto da: bravo_cook
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