27/08/2008
Cardo mariano, epatoprotettore

La facilità di assunzione
e l’efficacia sulle cellule epatiche
fanno del cardo mariano
un ottimo rimedio nelle malattie del fegato.
Catello Matonti
Il fegato è uno degli organi più importanti del corpo umano: oltre a svolgere un ruolo rilevante nella digestione, esplicato nella produzione della bile, le cellule epatiche, gli epatociti, devono presiedere a più di 500 funzioni metaboliche e regolatrici essenziali, che coinvolgono glucidi, lipidi e proteine.
L’estrema ricchezza di vasi sanguigni del fegato gli conferisce un ruolo fondamentale nella disintossicazione dell’organismo da numerose sostanze (alcol, farmaci ecc.).
È il fegato che trasforma in urea, un prodotto d’escrezione meno tossico, l’ammoniaca risultante dal catabolismo delle proteine:quando l’organismo è sovraesposto a determinate sostanze o è affetto da una malattia epatica, gli epatociti non sono più in grado di svolgere correttamente la loro funzione.
Talvolta l’epatotossicità dei prodotti da eliminare provoca addirittura la distruzione del fegato, con numerose ripercussioni sia sulla digestione, sia sulla salute in genere; di conseguenza, è importante consentire agli epatociti di funzionare correttamente, in modo naturale.
Il cardo mariano è noto fin dall’antichità per la sua efficacia come tonico epatico: recentemente, i numerosi lavori effettuati su modelli animali affetti da lesioni epatiche, organi isolati e colture di epatociti, hanno dimostrato l’utilità di questa pianta sul funzionamento del fegato.
Si è infatti riscontrato che la somministrazione di estratti di cardo mariano sopprime o diminuisce l’effetto delle sostanze epatotossiche che inducono la necrosi o la cirrosi epatica: la pianta deve le sue proprietà ad alcuni costituenti chimici particolari, estratti dai frutti: i flavanolignani, la cui miscela viene chiamata silimarina (silibina, silicristina e silidianina).
L’attività della silimarina si spiega con un’azione diretta sugli epatociti, che rende più difficile l’assorbimento delle tossine, consentendo la rigenerazione del tessuto epatico; inoltre, sembra che la silimarina agisca contro i radicali liberi, impedendo a certi prodotti tossici per il fegato di danneggiarne le membrane, ripristinando la corretta funzionalità epatica.
L’assunzione delle compresse di cardo mariano può essere utile nel trattamento dei problemi funzionali della digestione che si riscontrano nelle malattie epatiche o in qualsiasi altro stato congestionale del fegato:
- sensazione di pienezza gastrica,
- gonfiore addominale,
- rigurgiti acidi,
- ingestione eccessiva di grassi.
In presenza di lesioni provocate dall’assunzione di alcol o di farmaci, il cardo mariano consente di ricostruire le cellule danneggiate, ripristinandone la capacità metabolica; inoltre, sembra che rallenti la progressione della cirrosi e che acceleri il ritorno alla normalità in caso di epatite virale.
Se il cardo mariano viene assunto per il suo effetto antiepatotossico, è preferibile utilizzare una forma farmaceutica solida, per esempio le compresse: la silimarina è poco solubile in acqua, ragion per cui questa pianta è meno valida sotto forma di infuso.
Oltre ad essere priva di qualsiasi tossicità acuta o cronica, la silimarina è perfettamente tollerata.
La facilità di assunzione e l’efficacia sulle cellule epatiche fanno del cardo mariano un ottimo rimedio nelle malattie del fegato.
11:55 Scritto da: bravo_cook in Gastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: cardo, mariano, gastronomia, italia, italy | OKNOtizie |
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