14/11/2008

In-stabilità della Forma mostra personale di Salvatore Giunta 2008

In-stabilità della Forma
mostra personale di Salvatore Giunta

Data/e:
da 24/11/2008 a 12/12/2008

stemma del comune di Roma Rufartgallery, Via Benaco 2
Roma (RM)
informazioni su Roma e mappa interattiva
Lazio
Italia

Per Maggiori Informazioni:
info evento Tel. 06-85.86.59.17
e-mail rufa@iaa.it
e-mail info@rufartgallery.it
Sito Web Esterno iaa.it
Sito Web Esterno rufartgallery.it

Fonte: ARUS COMUNICAZIONE

In-stabilità della Forma, mostra personale di Salvatore Giunta - Roma (RM) Lazio

Salvatore Giunta
In-stabilità della forma

A cura di Andrea Romoli Barberini con la collaborazione di Francesca Gianna

Inaugurazione lunedì 24 novembre 2008 ore 18.30
(fino al 12 dicembre 2008)
Rufartgallery, Via Benaco 2, 00199

A partire da lunedì 24 novembre 2008 (fino al 12 dicembre), la Rufartgallery di Roma ospiterà una selezione di opere di Salvatore Giunta rappresentative della ricerca svolta dall'artista dal 2004 ad oggi.

Curata da Andrea Romoli Barberini con la collaborazione di Francesca Gianna, l'esposizione è incentrata sulle recenti sperimentazioni polimateriche di Giunta che indagano sul segno e sullo spazio nel solco di una nobile e rigorosa tradizione che recupera, interpreta e attualizza la lezione di una figura centrale e carismatica per l'avanguardia come quella dell'ucraino Kasimir Malevic.

La Rufartgallery, vero e proprio cuore dell'Accademia anche per la sua ubicazione, è sistemata in una sala autonoma e perfettamente attrezzata accessibile attraverso i suggestivi ambienti che compongono la Scuola di Pittura della Rome University of Fine Arts.

"Solo quando dalla coscienza sarà scomparsa l'abitudine a vedere nei quadri la rappresentazione di angolini della natura, di madonne e di veneriimpudenti, potremo vedere un'opera di pura pittura". Con queste semplici ma perentorie parole Kasimir Malevich definiva l'arte Astratta "pura pittura", un'arte "non oggettiva, dove tutto è scomparso eccetto la massa del materiale con cui si costruisce la forma". Salvatore Giunta con la sua arte tiene fede a questo assunto rivolgendo un'attenzione particolare verso l'incidenza che i piani geometrici, la diagonale e le frammentazioni rilasciano nello spazio. Orchestrando differenti materiali e colori giunge a tracciare nell'aria intangibili forme "musicali". Le sue composizioni scultoree si compongono di sfere, linee rette ed arcuate pronte a penetrare l'etere con le loro "vibrazioni acustiche". Quasi come un contro altare, le opere pittoriche paiono essere create per potersi leggere attraverso le dita "toccando" fisicamente i colori a lui cari: il bianco, il nero ed il rosso. Vibrazioni "cromatico-luminose" da cui l'osservatore è attratto e spronato alla lettura grazie alle tanto amate forme essenziali della Geometria Euclidea: il punto, la retta, il piano. Kandiskjiano nel suo modo di dare una regola al movimento delle forme, equamente divise tra contrazioni, frammentazioni e rapporti elastici, Salvatore Giunta crea una propria Estetica entro cui si ritrovano tutti i canoni dell'Astrattismo novecentesco. Forme pungenti e frammentate, linee morbide e arrotondate alternate per contrasto, formano i tratti distintivi del suo idioma; una relazione esclusiva tra forme e colori grazie a cui Giunta approda ad "un'armonia astratta" che Wassily Kandiskij definirebbe "l'efficace contatto con l'anima".

Francesca Gianna

Qualificare e definire lo spazio, darne una forma inedita, che suscita stupore e meraviglia, attraverso la più rigorosa organizzazione di segni, materiali, forze e tensioni, sembra essere l'obiettivo prioritario della ricerca plastica condotta sino ad oggi da Salvatore Giunta, un artista che ha raccolto l'eredità della grande lezione suprematista per svilupparla in una chiave assolutamente personale fino a raggiungere soluzioni di grande originalità e suggestione. Che si esprima su superfici bidimensionali o che si cimenti nella scultura, sua disciplina d'elezione, Giunta cerca sempre un compromesso possibile tra spazio ipotetico, della mente (libero dalle "imposizioni" della legge di gravità), e spazio fisico che, proprio grazie all'irreversibilità delle sue proprietà, sembra esaltare l'audacia, sobriamente spettacolare, di certe sue opere. E' forse per questo che, proprio con la scultura, fatta col sapiente uso di materiali disparati, Giunta riesce a incantare con i suoi equilibri impossibili. Equilibri che nascono da un segno che diviene materia e viceversa, quasi una calligrafia tangibile, includendo così, inevitabilmente, con semplice naturalezza, lo spazio circostante alla stabilità, precaria ed eterna, delle sue creazioni.

Andrea Romoli Barberini

Notizia biografica

Salvatore Giunta è nato a Roma nel 1943. Terminati gli studi al Liceo Artistico con Caporossi, Turcato, Purificato, Della Torre, approfondisce lo studio delle arti applicate. Si diploma in scenografia. Frequenta la Facoltà di Architettura di Roma a contatto con gli architetti Perugini, Portoghesi e Zevi. Giunta si esprime attraverso uno sperimentalismo progettuale che investe molteplici ambiti di competenza, spaziando dalle arti visive ai libri d'artista al cortometraggio d'artista al teatro alla musica al design all'ambientazione scenografica alle installazioni per concerti di musica classica. Iniziata la sua attività espositiva nel 1962, al 1969 si data la sua prima personale. Partecipa a rassegne e mostre in Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Giappone. Sue opere sono pubblicate in raccolte di poesie, narrativa, saggistica e figurano in collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti. Fa parte di Studi Aperti & Artisti Associati e dal 2006 dell'Associazione Culturale Fuori Centro.

Ingresso libero

Orario: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13; dalle 15.00 alle 18.00. Sabato dalle 9,30 alle 12,30.

11/09/2008

Pour // finir // encore

Pour // finir // encore
Personale di Olaf Nicolai

Data/e:
da 14/09/2008 a 19/10/2008

stemma del comune di Ferrara Ferrara (FE)
informazioni su Ferrara e mappa interattiva
Emilia Romagna
Italia

Per Maggiori Informazioni:
info evento 0532 244949
e-mail diamanti@comune.fe.it
Sito Web Esterno artecultura.fe.it

Fonte: Studio Esseci

Pour // finir // encore, Personale di Olaf Nicolai - Ferrara (FE) Emilia Romagna
Pour // finir // encore
Esposizione di Olaf Nicolai

dal 14 settembre al 19 ottobre 2008
Ferrara, Padiglione d'Arte Contemporanea

Esposizione all'interno di ART FALL Ferrara contemporanea

Prendendo a prestito il titolo da un testo di Samuel Beckett, la mostra di Olaf Nicolai nel Padiglione d'arte contemporanea si presenta allo spettatore come un percorso articolato in tre installazioni appositamente realizzate per l'occasione. Al piano terra, subito dopo l'entrata, un giradischi suona a ripetizione un brevissimo estratto da un vecchio LP del gruppo pop Spandau Ballet dal titolo Through the Barricades; tutto attorno dei "pallet", le basi di legno usate nell'industria e nei trasporti, sostengono una serie di tubi al neon gialli, rossi e blu, che si accendono in sequenza casuale. Al primo piano del PAC è invece posizionata una struttura metallica che sostiene un riflettore da teatro, un "occhio di bue", che si muove, controllato da un computer, attorno al sostegno e su se stesso proiettando sulle pareti, il pavimento, il soffitto del grande ambiente vuoto una complessa coreografia luminosa.

Artista tra i più originali tra quelli affermatisi in Europa nello scorso decennio, Olaf Nicolai interroga il sostrato storico, politico, filosofico e simbolico della cultura contemporanea in forme imprevedibili e originali, dotate insieme di grande complessità concettuale e di eloquente forza espressiva. Creando dispositivi visivi inediti e sorprendenti, Nicolai fa dell'operazione artistica un vero e proprio strumento di conoscenza che abbraccia la dimensione estetica e il campo immateriale del pensiero, coinvolgendo la memoria, l'identità soggettiva e le sue forme di relazione con gli altri e la realtà circostante.

Ferrara, con il suo eccezionale retaggio artistico e urbanistico e la sua immagine indissolubilmente legata alla pittura metafisica, al cinema e alla fotografia nove­centesche, diviene così il "testo" di partenza della mostra: una città evocata nella sua complessa storia politica (le lotte operaie di inizio secolo e le "barricate", la loro repressione agli albori dell'epoca fascista, la riconversione industriale del secondo dopoguerra) e nella sua sostanza di città inventata dagli artisti quanto vista dal vero, scenario ideale su cui proiettare una trama immaginaria. La fantasmagoria luminosa realizzata da Olaf Nicolai si presenta così come un mezzo per smaterializzare il luogo di esposizione e trasformare l'esperienza percettiva dello spettatore in un'immersione totale, in una sospensione momentanea grazie alla quale, come nel visionario testo di Beckett, è possibile realizzare la fusione di tutti i sensi e di tutti i pensieri.

Accompagna l'esposizione un catalogo-libro d'artista che contiene, oltre al testo del curatore e alla documentazione fotografica delle opere in mostra, una serie di stampe realizzate con la suggestiva tecnica di stampa a colori "iris", inventata negli anni Sessanta e utilizzata nelle pubblicazioni di controcultura di quel periodo.


Olaf Nicolai (Halle/Saale, 1962)

Tra le sue mostre personali più recenti sono da ricordare: nel 2008 Considering a Multiplicity of Appearances in Light of a Particular Aspect of Relevance. Or: Can Art be Concrete?, Carolina Nitsch Project Room, New York; Yeux de paon, Weltecho, Chemnitz. In precedenza ha esposto al Leonhardi Museum, Dresda (2007); DURST, Salle de Bains, Lione (2007); Considering a multiplicity of appearances... (Insert 5), Hamburger Kunst­verein; Constantin, Kunstraum Dornbirn (2006); Conversation Pieces, Museo Praz, Roma (2006); La Lotta, Galerie Eigen+Art, Lipsia (2006); 30 Farben at Printed Matter, Printed Matter, New York (2005); Odds and Ends, Kunstmuseum Thun (2004); Privacy: A programme of symposia, The Henry Moore Foundation, Protoacademy, Edimburgo (2004).

Ha partecipato, tra le altre, alle mostre collettive Geo/Metric, Museum of Modern Art, New York (2008); Manifesta 7, Manifattura Tabacchi, Rovereto (2008); Athens Biennial (2007); Half square, half crazy, Villa Arson (2007); Modelle für Morgen, European Kunsthalle Colonia (2007); Wiederaufbau Flamme der Revolution, Städtischen Galerie Wolfsburg (2007); The Freak show, Musée d'Art Contemporain, Lione (2007); Nature Design, Museum für gestaltung, Zurigo (2007); Ordnung + Verführung, Haus Konstruktiv, Zurigo (2006); Play station, Sprengel Museum Hannover (2006), This is America!, Central Museum Utrecht (2006); Eye on Europe: Prints, Museum of Modern Art, New York (2006), Mozart 06, Salisburgo (2006); Tokyo Blossoms, Hara Museum of Contemporary Art, Tokyo (2006); Sharjah Biennal (2005); Model Modernisms, Artists Space, New York (2005); Biennale di Venezia (2005, 2001); Bienal de Sevilla (2004); Outlook, Atene (2003); Gwangju Biennale (2002); Sydney Biennial (2002), Documenta X, Kassel (1997).

Tra i suoi libri e pubblicazioni più recenti vanno ricordati La Lotta (2006), Parkett 78Rewind - Forward (2003), Enjoy-Survive (2001), 30 Farben (2000). Il suo film in 35mm Rodakis è stato presentato al Berlin Film Festival del 2008.

Olaf Nicolai
Pour // finir // encore

a cura di Stefano Chiodi

Padiglione d'Arte Contemporanea
Palazzo Massari, Corso Porta Mare 5, 44100 Ferrara


Inaugurazione
sabato 13 settembre 2008, ore 18.30

Orari d'apertura
Da martedì a domenica 9.00-13.00 e 15.00-18.00

Ingresso
Intero E 3.00, ridotto E 2.00, scuole: ingresso gratuito
Gruppi (almeno 10 persone): E 2.00 (gratuito un accompagnatore)

Informazioni e prenotazioni:
  Call Center Ferrara Mostre e Musei
  Palazzo dei Diamanti
  Corso Ercole I d'Este 21, 44100 Ferrara
  Tel. 0532 244949
  Fax 0532 203064
  diamanti@comune.fe.it
  www.artecultura.fe.it

 
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