Palio delle Contrade di Vigevano

Palio delle Contrade di Vigevano

Data/e:
da 10/05/2008 a 11/05/2008 28/09/2008 da 04/10/2008 a 05/10/2008 10/10/2008 da 12/10/2008 a 13/10/2008 16/11/2008


stemma del comune di Vigevano Vigevano (PV)
informazioni su Vigevano e mappa interattiva
Lombardia
Italia


Per Maggiori Informazioni:

info evento Comune Centralino: tel. 0381/2991 INFO 800 662288

Sito Web Esterno paliodivigevano.it

Fonte: www.paliodivigevano.it

Palio delle Contrade di Vigevano - Vigevano (PV) Lombardia

XXVIII Palio delle Contrade 2008
Vigevano

Era il 1449: Francesco Sforza stipulava un contratto di pace con Vigevano ambrosiana. Gli abitanti di Vigevano difendevano strenuamente il borgo aiutati da un esercito di donne guidate da Camilla de Ridolfi. Colpito dal loro coraggio Francesco Sforza decideva di non invadere con la forza il vico, bensì di stringere un patto di alleanza e fedeltà con i suoi abitanti rappresentati dal Console Abramo degli Ardizzi, affidandolo alle cure di Madonna Bianca Maria Visconti.

Dodici contrade, corrispondenti agli antichi “estimi”, o parrocchie, costituiscono il corteo storico del Palio delle Contrade di Vigevano. Il cortile del Castello Sforzesco e la magnifica Piazza Ducale ne fanno da sfondo. Nobili e aristocratici, maestri di corporazione, artigiani, donne e bambini, si riuniscono per salutare il Duca Francesco I, Madonna Bianca Maria, la Duchessa di Milano che, con i principi Galeazzo Maria, Ippolita e Ludovico Maria, soggiornano nell’ameno borgo, loro residenza di caccia. La corte milanese di trasferisce a Vigevano in diverse occasioni: per festeggiare il Calendimaggio con giochi e danze; per celebrare matrimoni e ricorrenze con lauti banchetti e giostre; per organizzare battute di caccia per ospiti illustri. A Maggio si ricorda, inoltre, la stipula della pace con gli abitanti del borgo e il castellano. Notario Giacomo da Policastro rinnova il suo giuramento di fedeltà al Duca. A Ottobre si rinnova la devozione al Santo Patrono.

Vigevano, piccolo gioiello del Rinascimento italiano, città d’arte in cui operarono artisti come Donato Bramante e Leonardo da Vinci, si presenta ancora oggi nella configurazione del periodo Ducale (secoli XIV-XV). Alle quattro contrade già esistenti fin dal periodo Visconteo (Cicerino, Costa, Bronzone e San Martino) nel periodo successivo si aggiungono cinque nuove contrade: Strata, Predalata, Mercanti, Griona e Valle. Le contrade di Castello, San Crispino e Crispiniano e di Contado saranno create dall’Associazione Sforzinda nel 1981 per poter includere le tre rimanenti parrocchie della città di più recente costituzione.

Il Palio di Vigevano nasce nel 1981 per riprendere le antiche tradizioni di devozione al Santo Patrono e riunire l’intera città, rappresentati dagli oratori, intorno al Beato Matteo Carreri, patrono della città dal XVI secolo. Frà Matteo Carreri visse nel Convento vigevanese di San Pietro Martire per un lungo periodo e vi morì nel 1472 in odore di santità. Venne eletto Beato a voce di popolo per i miracoli e le grazie ricevute dagli abitanti del borgo.

Giunto alla XXVIII edizione, il Palio infatti costituisce la più importante manifestazione della città ducale. Ricchi e preziosissimi costumi fedelmente riprodotti da dipinti e immagini dell’epoca sono il vanto del corteo. Tamburi e chiarine, danze, acrobazie e giocoleria animano le feste a corte. Arti e mestieri di un tempo, gusti, sapori e profumi di un’epoca lontana rivivono ogni anno nelle occasioni di festa create dall’Associazione Sforzinda.

Le dodici Contrade si sfidano ogni anno nella tradizionale tenzone per la conquista del Cencio, opera d’arte di un illustre concittadino, disputando il Palio in onore del frate domenicano Beato Matteo Carreri del Convento di San Pietro Martire, patrono della città.

Frate Matteo nacque a Mantova nel 1420 e indossò l’abito Domenicano intorno al 1440. Il culmine della sua vita spirituale lo raggiunse proprio a Vigevano dove ancora in vita gli furono attribuite miracolose conversioni e guarigioni. Visse e predicò nel Convento di San Pietro Martire, dove morì il 5 ottobre 1470. Nel 1482 Papa Sisto IV permise la traslazione del suo corpo e la commemorazione nei divizi Uffici. Benedetto XIV nel 1742 concedeva all’ordine dei Domenicani l’ufficio e l messa del Beato. Nel 1518, con pubblico decreto, la città lo elesse a suo Protettore e, nel 1645, il suo corpo venne collocato in un’arca di ebano e depositato nello scurolo appena costruito sotto l’altare maggiore della Chiesa di San Pietro Martire.
I vigevanesi (da lui considerati come la “sua gente”) sono da sempre molto legati al Beato Matteo a causa degli innumerevoli miracoli compiuti a loro favore.
Il drappo assegnato alla Contrada vincitrice dei giochi del Palio viene dipinto su tela da un artista locale ed ogni pittore crea con la propria fantasia e la tecnica che gli è più congeniale un’immagine del Beato Matteo, una tradizione che ha annoverato nomi prestigiosi e scoperto talenti sconosciuti.

Rievocazione storica

Il Palio viene assegnato ogni anno alla Contrada che totalizza il miglior punteggio al termine delle quattro gare disputate nelle domeniche ottobrine.
il gioco detto dell’Albero del Melo Cotogno vuole ricordare le origini leggendarie della dinastia Sforza.
Si narra, infatti, che Muzio degli Attendoli avesse sfidato la propria sorte lanciando la zappa con cui stava lavorando la terra, su di un albero, mentre osservava il passaggio di una milizia di soldati.
Se la zappa fosse caduta a terra, avrebbe continuato il lavoro del contadino.
Se fosse rimasta impigliata tra i rami, si sarebbe arruolato in quella stessa milizia.
La zappa rimase appesa tra i rami e Muzio partì, mostrando ovunque coraggio e valore.
L’appellativo “SFORZA” divenne il cognome della grande dinastia del Rinascimento.
La sfida con le carriole vuole ricordare l’arrivo della stagione autunnale nella valle del Ticino sulla quale sorge Vigevano.
La corsa con il cerchio, riservata alle damigelle, è un passatempo antico in voga presso tutte le corti rinascimentali.
La ricostruzione della Torre del Bramante mette in pratica un motto dipinto sugli affreschi della Piazza Ducale: “Sona, se tu puoi”.

Albero del melo cotogno

PARTECIPANTI:
1 ragazzo per Contrada. Giocano 4 Contrade alla volta.

SCOPO DEL GIOCO:
Riempire di “zappe” un immaginario albero lanciando fettucce di stoffa in appositi contenitori.

SVOLGIMENTO:
I giocatori si dispongono in quattro diverse postazioni secondo l’ordine dei punti cardinali e di fianco ad ogni giocatore sta la giocatrice.
La ragazza consegnerà, per ciascuno dei quattro punti di lancio, 5 fettucce come meglio il giocatore desidera.
Il giocatore lancerà le fettucce, una alla volta, verso i contenitori posti sull’albero.
Questo ultimo è posto al centro del campo ad una distanza di 4,5 metri da ogni postazione di lancio, ed é alto 3 metri.
All’altezza di 1,10 metri ci sono 6 contenitori e per ogni fettuccia vengono assegnati 2 punti; a 2,10 metri ci sono 3 contenitori del valore di 5 punti; infine in cima c’é un contenitore del valore di 10 punti.
Al termine di ogni serie di lanci da 5 fettucce, i concorrenti avanzano di una postazione ruotando in senso orario attorno all’albero.
Al termine del gioco verranno conteggiate le sole fettucce effettivamente rimaste nei vari contenitori.
Vince la Contrada che totalizzerà il maggior numero di punti.

Corsa con le carriole

PARTECIPANTI:
2 ragazzi per Contrada. Giocano 3 Contrade alla volta.

SCOPO DEL GIOCO:
Percorrere con una carriola, trasportando dei pezzi di legno, un percorso.

SVOLGIMENTO:
I giocatori si dispongono in tre corsie parallele.
Al fischio d’inizio, il 1° concorrente carica sulla carriola 20 pezzi di legno.
Appena caricati i legni, il concorrente percorre il tragitto di 30 metri di corsa libera.
Superata la linea di fine corsia, deve aggirare il contenitore, posto ad 1 metro dalla linea, o in un senso o nell’altro, dopodiché deve svuotare la carriola e, con la carriola vuota, ripercorre il tragitto in senso inverso.
Superata la linea deve aggirare il contenitore, posto ad 1 metro dalla linea, o in un senso o nell’altro e quindi passare la carriola al 2° concorrente, anche senza appoggiarla.
Il 2° giocatore effettua il percorso, superata la linea dei 30 metri deve aggirare il contenitore, deve recuperare tutti i 20 legni avviarsi al traguardo.
Superata la linea deve depositare tutti i legni nel contenitore e, dopo aver verificato che i tutti i legni siano stati depositati nel contenitore, il concorrente stesso strappa la fettuccia da una campana e a questo punto viene fermato il tempo.

Corsa con il cerchio

PARTECIPANTI:
1 ragazza per Contrada. Giocano 2 Contrade alla volta.

SCOPO DEL GIOCO:
Far rotolare un cerchio, nel minor tempo possibile, in un percorso.

SVOLGIMENTO:
Le ragazze si dispongono sulla linea di partenza con il cerchio ed il bastoncino, trattenendo il cerchio con la mano.
Al fischio la ragazza deve colpire il cerchio con il bastoncino e così facendo colpirlo o spingerlo verso la linea dei 30 metri.
Dopo 6 metri di percorso lineare incontra il primo dei 4 paletti che sono posti a 6 metri l’uno dall’altro e alternativamente “disassati” di 2 metri.
La ragazza deve pertanto obbligatoriamente aggirare i paletti stessi (in slalom).
Superata la linea dei 30 metri afferra il cerchio con le mani, deve aggirare un paletto posto ad 1 metro oltre la linea, riposiziona il cerchio come alla partenza ed esegue il percorso in senso inverso aggirando sempre gli ostacoli.
Superata la linea del traguardo, ferma il cerchio con le mani e strappa la fettuccia dalla campana.
Il tempo viene fermato, quindi, dopo che la ragazza ha il cerchio in mano e strappato la fettuccia.

La ricostruzione della torre

PARTECIPANTI:
2 ragazzi per Contrada. Giocano 3 Contrade alla volta.

SCOPO DEL GIOCO:
Completare nel minor tempo possibile un modellino della torre del Bramante.

SVOLGIMENTO:
I 2 giocatori portano a turno i 3 pezzi (2 merlature e la campana) che mancano per completare la torre.
Il cambio fra i concorrenti avviene attraverso il “cambio alla mano”.
I 3 pezzi sono già in mano ai concorrenti.
Il percorso è di 30 metri in linea, senza ostacoli.
I primi 2 pezzi sono ad incastro, la campana deve essere appesa.
La torre deve essere completata correttamente e i pezzi devono rimanere inseriti nella struttura della torre.
Una volta appesa la campana, il ragazzo torna alla partenza e l’altro va a strappare la fettuccia dalla campana.
Il tempo viene fermato dopo che il ragazzo ha messo i piedi a terra ed ha in mano la fettuccia.
Qualora, a fettuccia strappata, la torre non fosse costruita correttamente, i giudici assegneranno 5 secondi di penalità per ogni pezzo non correttamente sistemato.
La partenza anticipata sarà punita con 3 secondi di penalità.
Tempo limite: 2 minuti. 

I tamburini
Il Palio delle Contrade di Vigevano da molti anni annovera tra le sue fila anche un Gruppo Tamburini che anima e vivacizza con la sua presenza ed i suoi ritmi tutte le manifestazioni del Palio delle Contrade di Vigevano.
Il Gruppo, che gode di un suo spazio autonomo all’interno dell’organizzazione, è magistralmente coordinato dal nostro socio Giancarlo Priora.
Nel tempo ha acquisito sempre più rilevanza e notorietà tanto che, nel corso degli ultimi anni, è stato chiamato ad intervenire in altre numerose e prestigiose manifestazioni tra le quali ricordiamo il Palio dell’Oca di Mortara, il Palio di Cerano, il supporto al Gruppo Sbandieratori di Mortara, le manifestazioni Anci di Bruxelles nel giugno 2005.
Questi riconoscimenti sono merito dei continui e intensi allenamenti che durante l’anno i ragazzi svolgono e che hanno permesso loro di raggiungere livelli qualitativi di tutto rispetto.

Arte e Storia locale
Il Palio delle Contrade non è solo rievocazione di storici avvenimenti e di cultura rinascimentale, ma anche un “assaggio” di gusti e sapori antichi. Nell’intento di proporre al pubblico al ricostruzione delle antiche botteghe delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri si sono studiate ricette e si sono ricercati prodotti consumati realmente in quel periodo da tutte le classi sociali.
Supportate dalla ricerche appofondite di appassionati e storici dell’arte culinaria e della sua storia quali la già citata Sig.ra Rossanigo ma anche Zita Piazza e Rita Merati, si è creato un abbinamento tra contrade e pietanze, un vero binomio di gusto e storia molto apprezzato dai visitatori in occasione delle degustazioni presentate dalle dodici Corporazioni e Contrade durante la festa di primavera che si tiene sempre la secondo domenica di maggio. La nuova stagione viene salutata con fiori, musica, colori e sapori. Le Corporazioni aprono le loro botteghe nella suggestiva cornice della corte del Castello Sforzesco e, insieme alle arti e mestieri, si imandiscono tavole e si predispongono lauti banchetti. Questa rievocazione viene ripetuta in ottobre nella Strada Sotteranea del Castello Sforzesco con ingresso da via XX Settembre.

Ricordiamo ora i principali prodotti di degustazione che vengono presentati dalle Contrade: i “Biscotti del Borgo” e i “Domenicani”, il vino “Rosso del Duca”, il “Sacchetto del pellegrno”, la tradizionale “Zuppa” cotta nei pentoloni di bronzo, vivande a base di ceci, pani di vari tipi quali con le noci, con mandorle e pepe, con mele e zucchero, pasta di pane fritta, gnocchetti fritti di pasta di pane, pan focaccia con i ciccioli, pane dolce alle prugne e noci, vivande a base di riso la cui coltivazione fu riportata in queste terre proprio in epoca sforzesca, specialità con le rane, il “Salame di testa” una vera prelibatezza alla corte del Duca, pesce d’acqua dolce pescato nel Ticino, il dolce del Palio “La Cotignola” impasto di nocciole e miele con farcitura di confettura di mele cotogne, simbolo di nobile casato degli Sforza. E poi ancora mostarde, anatre arrosto, farinate, cereali, fagioli e ceci, frutta di stagione, frittate, pane e bevande, il tutto cotto farcito ed abbellito per la presentazione, proprio come sarebbe accaduto nelle cucine del Rinascimento lombardo.

La cena rinascimentale 
Negli ultimi anni si è dato sempre maggiore importanza anche all’aspetto gastronomico, grazie anche alle ricerche condotte con l’ausilio di storici locali che hanno fattivamente collaborato.

Cenni storici
Alla Corte Sforzesca i banchetti erano fastosi e prestigiosi illustri ospiti ricordano nelle loro memorie scritte le feste di Corte ai Castelli di Milano e Vigevano e gli spettacoli quivi preparati per allietare il loro soggiorno.
Nel corso del banchetto la scelta dei piatti era vastissima. Si iniziava con frutta e minestre, si continuiava con carne, pollame, pesce o umidi, per finire con frutta e “confezioni” paragonabili al nostro dessert. Veri e propri capolavori che spesso rappresentavano soggetti mitologici. Il cibo era portato alla bocca con le mani: si usavano solo il coltello ed il cucchiaio.
Dai documenti si rileva l’importanza che il cibo assumeva nella vita dei personaggi rievocati dal Palio delle Contrade di Vigevano: Bianca Maria Visconti Sforza inviava biscotti al marito Francesco I Sforza perchè ne era ghiotto; al figlio Galeazzo, inappetente, inviava funghi o altri cibi saporiti; dal borgo di Vigevano si faceva mandare i dolci preparati dalle donne del popolo per la merenda dei figli; il lunedì e il giovedì erano i giorni in cui si disponeva il pesce fresco per la tavola ducale.
Spesso si importavano da altre zone d’Italia frutti, podotti tipici e vini per il diletto dei Duchi e dei loro ospiti illustri.
La nostra proposta rappresenta dunque un modo insolito di fare storia attraverso i gusti e le tradizioni della famiglia ducale milanese. Le ricerche storiche sulla gastronomia dell’epoca sono state realizzate grazie al fattivo, competente e lungimirante contributo della Sig.ra Grazia Rossanigo autrice di pubblicazioni sull’argomento.

Allestimento della Cena Rinascimentale
Sulla scorta della prima esperienza effettuata durante la manifestazione del 12 maggio 2003 e la seconda entusiasmante edizione del 9 maggio 2004 “Le Contrade alla Corte Sforzesca” nella quale si è ricostruita la cosidettta “Hostaria del Borgo”, in occasione della XXIV edizione del Palio è stata allestita la Cena rinascimentale denominata “A cena col Duca”, presso la Cavallerizza del Castello Sforzesco il 9 ottobre 2004.
La cena è stata servita con camerieri in costume d’epoca e la posateria e le tovaglie erano come quelle in uso a quel tempo, quindi in terracotta, peltro, broccati ecc.
Il desinare è stato allietato anche dalla presenza di musici in costume che hanno eseguito melodie dell’epoca e gruppi di balletto hanno eseguito danze storiche.
Gli ospiti si sono sentiti pienamente coinvolti nell’atmosfera dell’epoca, in quanto è stata allestita anche una tavola più importante posta in un punto centrale di maggior rilievo della sala: la Tavola Ducale.
Apparecchiata in modo sontuoso è servita per la cena della Corte Ducale con il Duca Francesco I Sforza, veri protagonisti della serata. Il tutto sotto la regia e la consulenza tecnica di Franco Borghi

La storia delle armi, delle armature e delle imprese di uomini valorosi come Francesco Sforza, Federico da Montefeltro e Lorenzo il Magnifico, sono una materia appassionante che colpisce l’immaginazione dell’uomo moderno. Le gesta eroiche di un epoca armata, suscitano il nostro interesse ed hanno il potere di ammagliarci. E’ come andare a ritroso nel tempo e rivivere cose che conosciamo da sempre…. avventure che ci hanno raccontato o che abbiamo letto sui libri di scuola…

Per fare ciò l’Associazione Sforzinda ha pensato di popolare ed animare la strada sotterranea, ricostruendo la vita del borgo antico. Fra i vari banchetti delle dodici corporazioni i visitatori che transitano in questo luogo pittoresco, avranno notato lo stand dell’Armeria Ducale dove si possono vedere, toccare e provare i manufatti che erano, diciamo il vestito, il corredo con accessori degli uomini d’arme, la milizia del duca Francesco I Sforza, capitanata dal Castellano Notaro Giacomo da Policastro. Infatti, in bella mostra si possono vedere corazze, panziere, elmi, cappelli d’arme, camagli realizzati con migliaia di anellini di ferro, spade, ronconi, picche, sfondagiacco, storte, scudi sia in ferro che in legno. Oltre ad oggetti in morbido cuoio, come borsotti, scarselle, cinture, scarpe, zoccoli e saracene (armature leggere in cuoio intrecciate e bollito da fante), le scarpe a punta, le famose “poulaines” che hanno caratterizzato l’uso in questo periodo. Ogni signolo pezzo è costruito a mano, frutto di accurate ricerche e documentazioni, cercando di riprodurre fedelmente gli originali esposti nei musei. I primi realizzatori sono due veterani del Palio, Albigio e Policastro che nell’arco di un ventennio, grazie principalmente alla loro profonda conoscenza e sincera amicizia e, accomunati dalla stessa passione per la storia, hanno cominciato a fabbricare questa serie di innumerevoli oggetti, lavorando in perfetta simbiosi abbinando le basi della meccanica e la tecnica della lavorazione manuale del cuoio. Il gruppo ora è costituito da sette persone che per diletto battono la lamiera, cuciono scarpe e borsotti e preparano frecce costituendo un vero laboratorio. Questa formula ha portato ad ottimi risultati sia come qualità che quantità di oggetti costruiti messi anche a disposizione per eventuali mostre a scopo didattico nelle scuole. Il motto è: se ci riuscivano 500 anni fa, perchè non possiamo farlo anche noi?

PROGRAMMA

10 Maggio 2008

  • Dalle ore 21:00
    • Piazza Ducale e nelle strade convergenti
    • Alla luce delle fiaccole Notte Sforzesca
    • Suoni, giochi e fantasie a Corte
    • Spettacolo itinerante

11 Maggio 2008

  • Dalle ore 10:00 fino al tramonto 
    • Castello Visconteo Sforzesco
      • LE CONTRADE ALLA CORTE SFORZESCA
        Visita al Borgo: gusti, sapori, colori delle Contrade, S. Messa al campo, pranzo e degustazioni di prelibatezze d’epoca, animazione per i fanciulli
  • Ore 16:30 – Vie del Centro 
    • CORTEO STORICO DEI PERSONAGGI DELLE CONTRADE
  • Ore 17:00 – Castello Visconteo
    • GIURAMENTO DEL CASTELLANO e PALIO DEI FANCIULLI

28 Settembre e 5 Ottobre 2008

  • Dalle ore 15:00 – Castello Visconteo
    • ASPETTANDO IL PALIO
      Passeggiate nel Borgo Antico del Castello con i figuranti

4 Ottobre 2008

  • Dalle ore 21:00
    • Piazza Ducalee nelle strade convergenti
      Alla luce delle fiaccole Notte Sforzesca 
      • Suoni, giochi e fantasie a Corte
      • Spettacolo itinerante

10 Ottobre 2008

  • Ore 20:45
    • Dal sagrato del Duomo
    • Partenza della FIACCOLATA DEI FIGURANTI DEL PALIO IN ONORE DEL BEATO MATTEO
  • Ore 21:00 – Chiesa di S.Pietro Martire
    • CELEBRAZIONE EUCARISTICA con animazione

11 Ottobre 2008

  • Nel pomeriggio
    • Strada Sotterranea del Castello Visconteo Sforzesco
      (ingresso da Via XX Settembre) 
      • VISITA AL BORGO
        Gusti, sapori, oggetti, attrezzi, colori delle Corporazioni delle Contrade
  • Ore 20:30
    • Cavallerizza del Castello Visconteo Sforzesco
      • A CENA NELLA ROCCA VECCHIA
        Cena d’epoca allietata da musici, balletti e scaramucce a fil di lama in una scenografia dell’epoca della Corte Ducale

12 Ottobre 2008

  • Ore 10:45 – Chiesa di S.Pietro Martire
    • SOLENNE PONTIFICALE
  • Dalle ore 15:00
    • CORTEO STORICO DELLE CONTRADE E DELLA CORTE DUCALE per le vie del Centro 
      • Castello Visconteo Sforzesco
      • GIOCHI DEL PALIO 2008
  • Nel pomeriggio
    • Strada Sotterranea del Castello Visconteo Sforzesco
      (ingresso da Via XX Settembre)
      • VISITA AL BORGO
        Gusti, sapori, oggetti, attrezzi, colori delle Corporazioni delle Contrade

13 Ottobre 2008

  • Ore 18:30 Chiesa di S.Pietro Martire
  • S.MESSA DI RINGRAZIAMENTO AL BEATO MATTEO

16 Novembre 2008

  • GIORNATA DELLA STORIA
    • Iniziativa nazionale in collaborazione con la F.I.G.S.
Palio delle Contrade di Vigevanoultima modifica: 2008-09-13T19:28:27+02:00da bravo_cook
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